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    Asciugatrice a pompa di calore: quanto consuma davvero e quando conviene

    Pompa di calore o resistenza: come funzionano, perché un modello A+++ oggi è in classe C, quanto consumano tre asciugatrici reali, quanto costa un ciclo e cosa succede in una stanza fredda.

    3 novembre 2026
    Aggiornato il 3 novembre 2026
    Asciugatrice a pompa di calore: quanto consuma davvero e quando conviene

    Con le giornate corte e i caloriferi accesi, il bucato steso in casa ci mette più tempo ad asciugare e lascia nell'aria tutta l'acqua che evapora dai panni. L'Istituto Superiore di Sanità lo dice senza giri di parole: l'umidità rilasciata da attività come cucinare, fare la doccia e asciugare la biancheria favorisce lo sviluppo di muffe e la proliferazione degli acari della polvere. È in questi mesi che molti tornano a guardare l'asciugatrice, e la domanda è quasi sempre la stessa: quanto pesa davvero sulla bolletta?

    I metodi per asciugare in casa, dallo stendino al deumidificatore, li abbiamo messi a confronto nella guida su come asciugare i panni in casa. Qui ci concentriamo sull'asciugatrice: perché quella a pompa di calore consuma meno, come si legge la nuova etichetta energetica, quanta energia dichiarano tre modelli reali e quanto costa un ciclo in bolletta, con un conto fatto da noi.

    Resistenza o pompa di calore: dove va il calore

    Il nome «a condensazione» confonde, perché descrive dove finisce l'umidità e non come si produce il calore. ENEA divide le asciugatrici elettriche in due famiglie: quelle in cui il calore arriva da una resistenza elettrica e quelle in cui arriva da una pompa di calore. Poi c'è la gestione del vapore: nelle asciugatrici a evacuazione l'aria umida esce attraverso un tubo collegato all'esterno, in quelle a condensazione diventa acqua che finisce in una vaschetta o nello scarico. Come ricorda Siemens, sia i modelli a resistenza sia quelli a pompa di calore possono essere a condensazione.

    La differenza sta nel modo in cui si scalda l'aria. Nel modello a resistenza tutto il calore viene dalla resistenza elettrica. Nella pompa di calore, spiega Siemens, un compressore fa lavorare due scambiatori: uno riscalda l'aria che entra nel cestello, l'altro raffredda quella in uscita, e l'aria viene fatta ricircolare. Secondo Siemens i modelli a resistenza consumano molto di più e lavorano a temperature più elevate, poco adatte ai capi delicati.

    Schema dei due principi di funzionamento. Nell'asciugatrice a condensazione con resistenza una resistenza elettrica scalda l'aria che entra nel cestello, l'aria umida passa in un condensatore e l'acqua finisce nella vaschetta. Nell'asciugatrice a pompa di calore un compressore fa circolare il refrigerante tra due scambiatori: quello freddo condensa l'umidità dell'aria in uscita dal cestello, quello caldo riscalda la stessa aria prima che rientri nel cestello
    Come funzionano l'asciugatrice a condensazione con resistenza e quella a pompa di calore. Schema della redazione.
    A pompa di caloreA condensazione con resistenzaA evacuazione (ventilata)
    Da dove viene il caloreun compressore e due scambiatori: uno riscalda l'aria che entra nel cestello, l'altro raffredda quella in uscitauna resistenza elettricadi norma una resistenza elettrica
    Dove va l'umiditàcondensata in acqua: vaschetta o scaricocondensata in acqua: vaschetta o scaricol'aria umida esce, di norma con un tubo verso l'esterno
    Installazionebasta la presa; serve aria che circoli intorno all'apparecchiobasta la presaserve un tubo verso l'esterno
    Gas refrigerantesì: R290 nei modelli Bosch citatinono
    Nuovi modelli dal 1° luglio 2025ammessinon più ammessi secondo la Commissione europea; restano in vendita le unità già immesse sul mercatonon più ammessi secondo la Commissione europea; restano in vendita le unità già immesse sul mercato

    Fonti: ENEA, Siemens, Reg. (UE) 2023/2533, Commissione europea, schede Bosch.

    Perché un'asciugatrice A+++ oggi è in classe C

    Chi ha comprato un'asciugatrice qualche anno fa ricorda le classi A+++, A++ e A+. Dal 1° luglio 2025 nei negozi e online si usa un'altra etichetta, fissata dal Regolamento delegato (UE) 2023/2534, che ha abrogato il vecchio Regolamento delegato (UE) 392/2012. La scala torna da A a G e cambia anche il modo di misurare: il riferimento non è più il programma standard per il cotone ma il programma eco, che porta il cotone da un'umidità del 60 per cento allo 0 per cento.

    Sull'etichetta nuova si leggono la classe energetica, il consumo medio ponderato ogni 100 cicli di asciugatura, la classe di efficienza di condensazione da A a D, la rumorosità, la capacità e la durata del programma eco a pieno carico, oltre a un codice QR che porta alla scheda nel database europeo EPREL. La vecchia etichetta riportava invece un consumo in kWh/anno calcolato su 160 cicli del programma standard per il cotone, a pieno carico e a carico parziale.

    Il risultato è che lo stesso apparecchio può scendere di diverse classi senza consumare di più. Il Bosch WQG233D1IT, un modello a pompa di calore da 8 kg, risulta in EPREL in classe A+++ con la vecchia etichetta e in classe C nella scheda Bosch con quella nuova. Chi confronta un vecchio volantino con un'etichetta di oggi rischia quindi di credere peggiore un apparecchio che è rimasto identico.

    Bosch WQG233D1IT, pompa di calore, 8 kgVecchia etichetta, Reg. (UE) 392/2012Nuova etichetta, Reg. (UE) 2023/2534
    Programma di riferimentostandard per tessuti di cotoneeco (cotone dal 60 per cento di umidità allo 0 per cento)
    Classe di efficienza energeticaA+++ (scala da A+++ a D)C (scala da A a G)
    Consumo in etichetta176 kWh/anno, su 160 cicli97 kWh ogni 100 cicli
    Consumo a pieno carico1,40 kWh (165 minuti)0,97 kWh a ciclo, media ponderata di pieno e mezzo carico
    Durata a pieno carico165 minuti2:45
    Efficienza di condensazione91 per cento, classe A91 per cento, classe B

    Fonti: EPREL (registrazione 1003508), scheda tecnica Bosch WQG233D1IT, Reg. delegato (UE) 392/2012, Reg. delegato (UE) 2023/2534.

    Le regole sono ancora in movimento. Il Regolamento delegato (UE) 2025/1353 introduce le informazioni sulla riparabilità: i fornitori possono usare la nuova etichetta dal 24 novembre 2025 e vi sono tenuti dal 1° gennaio 2027. Il Regolamento (UE) 2025/2262 ha invece modificato i requisiti di ecodesign del Regolamento (UE) 2023/2533, tra l'altro sulle parti di ricambio e sulle informazioni per la riparazione.

    Il cambiamento che conta di più per chi compra, però, è un altro. Dal 1° luglio 2025 il Regolamento (UE) 2023/2533 fissa un indice di efficienza energetica massimo di 85 e un'efficienza di condensazione minima dell'80 per cento. Secondo la Commissione europea, con queste soglie possono entrare sul mercato dell'Unione solo asciugatrici con tecnologia a pompa di calore. Le regole valgono però per gli apparecchi nuovi, non per quelli già immessi sul mercato prima di quella data: un modello a resistenza può quindi ancora capitare tra le giacenze di un negozio.

    Quanto consumano tre modelli reali

    Per vedere la differenza in numeri abbiamo preso tre asciugatrici Bosch con la nuova etichetta: un modello a condensazione con resistenza, il WTN83203 da 8 kg, ancora registrato in EPREL e presentato da Bosch come asciugatrice a condensazione con 2.800 W di potenza; il WQG233D1IT a pompa di calore da 8 kg, in classe C; il WRB247C0IT a pompa di calore da 9 kg, in classe A. Lo stesso marchio rende il confronto più pulito, perché i dati vengono dalle schede di un unico produttore.

    Modello (dati dichiarati, nuova etichetta)Bosch WTN83203Bosch WQG233D1ITBosch WRB247C0IT
    Tecnologiaa condensazione con resistenzaa pompa di calorea pompa di calore
    Capacità nominale8 kg8 kg9 kg
    Classe di efficienza energeticaGCA
    Consumo ogni 100 cicli eco308 kWh97 kWh79 kWh
    Consumo medio a ciclo3,08 kWh0,97 kWh0,79 kWh
    Durata a pieno carico2:302:454:25
    Durata a mezzo carico1:231:483:15
    Efficienza di condensazione88 per cento (classe B)91 per cento (classe B)95 per cento (classe A)
    Potenza dichiarata da Bosch2.800 W600 W850 W
    RefrigerantenessunoR290R290

    Fonti: schede tecniche Bosch WTN83203, WQG233D1IT e WRB247C0IT; EPREL (registrazione 2274437); manuale Bosch WQG233D1IT.

    Il modello a resistenza dichiara 308 kWh ogni 100 cicli, quello a pompa di calore in classe C 97 kWh: poco meno di un terzo. Con la vecchia etichetta il rapporto era simile: 560 kWh/anno per il WTN83203 contro 176 per il WQG233D1IT. Fra la classe C e la classe A la distanza è più piccola, 18 kWh ogni 100 cicli, e va letta tenendo conto che il WRB247C0IT ha un chilo di capacità in più.

    Quanto pesa in bolletta, ciclo per ciclo

    Per un conto concreto usiamo la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026: dal 1° ottobre 2026 il riferimento ARERA per i clienti vulnerabili serviti in maggior tutela è di 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse. È un riferimento del trimestre, non un costo fisso: chi ha un contratto sul mercato libero può rifare il conto con il valore della propria bolletta. Moltiplicando questo valore per i consumi di etichetta, il risultato è il seguente.

    ModelloConsumo medio a cicloCosto di un ciclo (nostro calcolo)Consumo per 100 cicliCosto di 100 cicli (nostro calcolo)
    Bosch WTN83203 (classe G)3,08 kWhcirca 134 centesimi308 kWhcirca 134 euro
    Bosch WQG233D1IT (classe C)0,97 kWhcirca 42 centesimi97 kWhcirca 42 euro
    Bosch WRB247C0IT (classe A)0,79 kWhcirca 34 centesimi79 kWhcirca 34 euro

    Fonti: schede tecniche Bosch, EPREL, ARERA. Calcoli della redazione.

    Grafico a barre con il costo di 100 cicli del programma eco alla tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026, 43,43 centesimi per kWh, calcolato dalla redazione sul consumo dichiarato in etichetta: Bosch WTN83203 a condensazione con resistenza, classe G, 308 kWh, circa 13.376 centesimi; Bosch WQG233D1IT a pompa di calore, classe C, 97 kWh, circa 4.213 centesimi; Bosch WRB247C0IT a pompa di calore, classe A, 79 kWh, circa 3.431 centesimi
    Costo di 100 cicli eco con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026 (43,43 centesimi per kWh). Calcolo della redazione sui consumi dichiarati da Bosch.

    Cento cicli corrispondono, più o meno, a due asciugature a settimana per un anno. In quella misura il modello a resistenza costa circa 92 euro in più del modello a pompa di calore in classe C (nostro calcolo). Chi asciuga una volta ogni tanto sentirà poco la differenza; chi asciuga tutto il bucato da ottobre a marzo la ritrova in bolletta.

    Il conto cambia anche prima di aprire l'oblò. Nel manuale del WQG233D1IT Bosch indica i consumi del programma Cotone Eco a pieno carico secondo la centrifuga della lavatrice: più i panni escono umidi, più energia e tempo servono.

    Centrifuga della lavatriceUmidità inizialeDurataEnergiaCosto del ciclo (nostro calcolo)
    1.400 giri/minuto50 per cento2:261,20 kWhcirca 52 centesimi
    1.000 giri/minuto60 per cento2:451,40 kWhcirca 61 centesimi
    800 giri/minuto70 per cento3:041,61 kWhcirca 70 centesimi

    Fonti: manuale utente Bosch WQG233D1IT, valori di consumo. Calcoli della redazione con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026.

    Perché la pompa di calore ci mette di più

    L'altro lato del risparmio è il tempo. La pompa di calore scalda l'aria meno di una resistenza e il ciclo tende ad allungarsi: a pieno carico il modello a resistenza dichiara 2:30, quello in classe C 2:45, quello in classe A 4:25. Il salto più netto è proprio tra la classe C e la classe A, e la nuova etichetta lo mette in evidenza riportando la durata del programma eco accanto al consumo.

    Per chi fa una lavatrice la sera e vuole i panni asciutti prima di dormire, la durata pesa quanto l'energia. Chi può far partire l'asciugatrice di giorno, o non ha fretta, guadagna invece qualche kWh in più scegliendo un modello di classe superiore.

    Se la stanza è fredda: cosa dicono i manuali

    D'inverno l'asciugatrice finisce spesso in garage, in lavanderia o su un balcone chiuso. Il manuale del Bosch WQG233D1IT indica una temperatura ambiente consentita da 5 a 35 °C. Nella parte sui guasti, alla voce «Il tempo di asciugatura è troppo lungo», tra le cause elenca una stanza sotto i 15 °C o sopra i 30 °C, oltre a filtri sporchi e a una circolazione d'aria insufficiente nel luogo di installazione.

    Lo stesso manuale ricorda che un ricambio d'aria limitato allunga il programma e aumenta il consumo. Un locale freddo e chiuso non impedisce di asciugare, ma i cicli si allungano rispetto ai tempi in etichetta. In una casa dove il bucato si stende già vicino ai caloriferi, le alternative senza asciugatrice sono lo stendino elettrico e il deumidificatore asciugabiancheria: i pro e i contro sono spiegati nelle guide dedicate.

    Filtri, scambiatore e R290: la manutenzione che pesa sui consumi

    Gran parte dell'efficienza dichiarata si perde con i filtri intasati. Nel manuale del WQG233D1IT Bosch chiede di pulire il filtro lanugine dopo l'asciugatura, perché un filtro sporco riduce il flusso d'aria, richiede più tempo e fa consumare più energia, e di pulire il sistema di filtraggio dell'unità di base quando il display lo segnala, senza bisogno di farlo a ogni ciclo. Anche lo scambiatore di calore va pulito: tra le cause di cicli troppo lunghi il manuale cita proprio quello sporco. Sul WRB247C0IT Bosch dichiara invece un condensatore autopulente.

    C'è poi il refrigerante. I modelli Bosch a pompa di calore citati usano l'R290, e la nuova scheda informativa europea deve riportare il nome del gas usato nelle asciugatrici a pompa di calore. Nel manuale Bosch spiega che l'R290 non è nocivo per l'ambiente ma è infiammabile: l'apparecchio va tenuto lontano da fiamme libere e da altre fonti di accensione.

    Quando conviene davvero

    Se l'asciugatrice serve tutto l'inverno, la pompa di calore è la scelta che fa la differenza: nei modelli Bosch citati consuma poco meno di un terzo di un'asciugatrice a resistenza, a parità di 100 cicli eco. Sull'etichetta conviene guardare insieme kWh ogni 100 cicli e durata del programma, perché le classi più alte si pagano in tempo. Chi incontra ancora un modello a resistenza in negozio deve sapere che, ai consumi di etichetta, ogni ciclo costa circa tre volte quello di una pompa di calore in classe C.

    Se invece si asciuga di rado, la differenza in bolletta resta piccola, e conta di più dove si mette l'apparecchio: servono una stanza non troppo fredda, aria che circoli e filtri puliti. Per orientarsi tra i modelli in commercio c'è il nostro confronto delle asciugatrici; per il problema dell'umidità in casa, a prescindere dal metodo di asciugatura, vale la guida su muffa in casa.

    Domande frequenti

    Quanto consuma un'asciugatrice a pompa di calore a ciclo?

    Dipende dal modello. Con la nuova etichetta il Bosch WQG233D1IT (8 kg, classe C) dichiara 97 kWh ogni 100 cicli eco, cioè 0,97 kWh a ciclo, e il WRB247C0IT (9 kg, classe A) 79 kWh, cioè 0,79 kWh a ciclo. Con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili del IV trimestre 2026, 43,43 centesimi per kWh, sono circa 42 e 34 centesimi a ciclo (nostro calcolo).

    Perché la mia asciugatrice era A+++ e ora risulta in classe C?

    Dal 1° luglio 2025 vale la nuova etichetta del Regolamento delegato (UE) 2023/2534, con scala da A a G e misure fatte sul programma eco. Lo stesso apparecchio può quindi avere una classe diversa senza consumare di più: il Bosch WQG233D1IT è A+++ con la vecchia etichetta e C con la nuova.

    Si possono ancora comprare asciugatrici a resistenza?

    Secondo la Commissione europea, dal 1° luglio 2025 i requisiti del Regolamento (UE) 2023/2533 lasciano entrare sul mercato solo asciugatrici a pompa di calore. I modelli già immessi sul mercato prima di quella data possono però ancora essere venduti fino a esaurimento.

    L'asciugatrice a pompa di calore funziona in garage d'inverno?

    Il manuale del Bosch WQG233D1IT indica una temperatura ambiente consentita da 5 a 35 °C, e tra le cause di asciugatura troppo lunga cita una stanza sotto i 15 °C. In un locale freddo funziona, ma i cicli si allungano; serve anche un buon ricambio d'aria.

    Il gas R290 delle asciugatrici è pericoloso?

    Bosch spiega nel manuale che l'R290 non è nocivo per l'ambiente ma è infiammabile, e chiede di tenere l'apparecchio lontano da fiamme libere e fonti di accensione. La scheda informativa europea deve indicare il refrigerante usato.

    In sintesi

    In sintesi: l'asciugatrice a pompa di calore recupera il calore invece di disperderlo, e nei modelli Bosch citati consuma poco meno di un terzo di un modello a resistenza: 97 kWh contro 308 ogni 100 cicli eco. Con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili del IV trimestre 2026 (43,43 centesimi per kWh) un ciclo costa circa 42 centesimi contro circa 134 (nostro calcolo). Conviene soprattutto a chi asciuga spesso d'inverno; sull'etichetta A-G vanno letti insieme consumo e durata del ciclo, e in una stanza sotto i 15 °C i tempi si allungano.

    Asciugatrice a pompa di calore: quanto consuma davvero e quando conviene

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