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    Riscaldare con il condizionatore: quanto consuma e quando conviene

    Riscaldare con il condizionatore in pompa di calore: come funziona, COP e SCOP, differenze tra split e portatile, etichetta energetica, costi a confronto con la stufetta e quando non conviene.

    1 novembre 2026
    Aggiornato il 1 novembre 2026
    Riscaldare con il condizionatore: quanto consuma e quando conviene

    Molti climatizzatori installati in casa sono anche pompe di calore: invertendo il ciclo, d'inverno scaldano invece di raffrescare. La Commissione europea ricorda che quasi tutti i climatizzatori domestici venduti oggi sono reversibili. In questa guida spieghiamo come fa un condizionatore a scaldare, perché uno split e un portatile caldo/freddo non rendono allo stesso modo, come si legge l'etichetta energetica per il riscaldamento e quanto costa un'ora di calore rispetto a una stufetta elettrica, con un esempio basato sui dati dichiarati di due modelli reali. Non è una classifica: i modelli citati servono solo come esempio di calcolo. Le fonti sono il Regolamento delegato (UE) 626/2011, il Regolamento (UE) 206/2012, ENEA, ARERA, il DPR 74/2013 e le schede e i manuali ufficiali dei produttori, consultati il 1° novembre. I conti sui costi sono nostri e li indichiamo sempre come tali.

    Come fa un condizionatore a scaldare

    Un condizionatore in pompa di calore non produce calore bruciando qualcosa e non lo ricava da una resistenza: lo preleva dall'aria esterna e lo porta dentro casa, usando l'elettricità per far girare il compressore. ENEA spiega che la pompa di calore estrae calore dall'ambiente esterno e lo cede all'ambiente da riscaldare. Per questo può rendere più energia termica di quanta elettricità consuma.

    Il rapporto tra calore reso ed elettricità consumata si chiama COP (coefficiente di prestazione). ENEA lo spiega con un esempio: con un COP pari a 3, per ogni kWh di energia elettrica consumato la pompa di calore fornisce 3 kWh di energia termica. Prendiamo un caso reale: per lo split Daikin FTXM25A con unità esterna RXM25A il produttore dichiara in riscaldamento 2,80 kW di calore con 0,56 kW assorbiti, cioè un COP nominale di 5,00, misurato con 20 °C in casa e 7 °C all'esterno. In quelle condizioni 1 kWh di elettricità diventa circa 5 kWh di calore in stanza: 1 viene dalla presa, gli altri 4 dall'aria esterna.

    Schema della pompa di calore in riscaldamento: 1 kWh di elettricità al compressore più 4 kWh di calore prelevati dall'aria esterna dall'unità esterna diventano 5 kWh di calore nella stanza, con COP nominale 5 dichiarato da Daikin a 7 gradi esterni
    Il bilancio energetico di una pompa di calore alle condizioni nominali dichiarate da Daikin (COP 5,00). Schema della redazione.

    Una stufetta elettrica a resistenza, invece, trasforma 1 kWh di elettricità in circa 1 kWh di calore: il Regolamento (UE) 206/2012, quando definisce il riscaldatore elettrico che integra la pompa di calore (chiamato riscaldatore di sicurezza), gli attribuisce un COP pari a 1. Lo spieghiamo nel dettaglio nella guida su quanto consuma una stufetta elettrica.

    COP e SCOP: i due numeri da guardare

    Il COP è una fotografia: vale in una sola condizione di prova. Con il freddo il rendimento scende, e Daikin lo scrive nel manuale d'uso: l'effetto di riscaldamento diminuisce quando la temperatura esterna è troppo bassa. Per questo l'etichetta energetica dei climatizzatori split usa lo SCOP, il coefficiente di prestazione stagionale: secondo il Regolamento 206/2012 è il rendimento complessivo dell'apparecchio su un'intera stagione di riscaldamento, calcolato come rapporto tra il fabbisogno annuo di calore di riferimento e il consumo annuo di elettricità. Lo SCOP tiene conto delle giornate miti e di quelle fredde, del funzionamento a carico parziale tipico degli inverter e dei consumi a macchina ferma.

    Lo stesso split Daikin dell'esempio ha COP nominale 5,00 e SCOP 5,20 nella stagione media, classe A+++, con un consumo dichiarato di 647 kWh all'anno per un carico di progetto di 2,40 kW. Il conto torna con le regole del regolamento: 2,40 kW per 1.400 ore danno 3.360 kWh di calore nella stagione media, che divisi per lo SCOP 5,20 fanno circa 646 kWh di elettricità (nostro calcolo). Per scaldare la stessa quantità di calore con una stufetta a resistenza servirebbero circa 3.360 kWh di elettricità, oltre cinque volte tanto.

    Split inverter o portatile caldo/freddo: perché non rendono uguale

    Anche molti condizionatori portatili hanno la funzione pompa di calore, ma la normativa europea li tratta come una categoria a parte. Il Regolamento 626/2011 definisce il condizionatore a condotto singolo (il classico portatile con un tubo) come un apparecchio in cui l'aria che entra nello scambiatore è prelevata dal locale in cui si trova l'unità ed è restituita all'esterno di quel locale. Nel portatile, quindi, tutto il circuito frigorifero sta nella stanza e lo scambio con l'esterno passa per un tubo di espulsione: per l'Olimpia Splendid Dolceclima 12 HP WiFi il produttore indica un tubo di 120 mm di diametro e 1,5 m di lunghezza.

    Il regolamento lo dice in modo esplicito: per i condizionatori a singolo e doppio condotto restano gli indicatori di efficienza non stagionali, e questi apparecchi, intrinsecamente meno efficienti, raggiungerebbero al massimo la classe A+ della scala degli split (considerando 8). Per questo il portatile ha una scala di classi propria, in cui i più efficienti possono arrivare alla A+++, basata sul COP nominale: un portatile a un tubo è in classe A+ con un COP tra 2,60 e 3,10, mentre uno split è in classe A+ con uno SCOP tra 4,00 e 4,60. La stessa lettera non indica lo stesso rendimento.

    I dati dei due esempi lo confermano. Il Dolceclima 12 HP WiFi dichiara in riscaldamento 2,34 kW di calore con COP 2,9, classe A+, e un consumo di 0,8 kWh in 60 minuti; lo split Daikin dell'esempio arriva a COP 5,00. Anche Olimpia Splendid presenta la funzione pompa di calore come un modo per sostituire il riscaldamento tradizionale nelle stagioni intermedie o per potenziarlo, non come riscaldamento principale per tutto l'inverno. Il manuale ricorda inoltre che in modalità riscaldamento va collegato il tubo di scarico della condensa. Chi sta valutando un portatile trova le altre differenze nella nostra guida alla scelta del condizionatore portatile; sui condizionatori portatili senza tubo abbiamo una pagina dedicata.

    Come leggere l'etichetta energetica in riscaldamento

    Per i climatizzatori fino a 12 kW l'etichetta segue il Regolamento delegato (UE) 626/2011. Per gli split riporta, per il riscaldamento, lo SCOP, la classe energetica, il carico di progetto in kW e il consumo annuo in kWh per ogni stagione dichiarata. L'Europa è divisa in tre stagioni di riscaldamento, con una mappa sull'etichetta: solo la stagione media è obbligatoria, le altre due sono facoltative e, se mancano, sono segnate con una X. La Commissione europea indica che la banca dati EPREL riporta l'efficienza in riscaldamento per i tre climi.

    Schema delle tre stagioni di riscaldamento dell'etichetta energetica europea: più calda con temperatura di progetto di 2 gradi, media con meno 10 gradi, più fredda con meno 22 gradi; solo la stagione media è obbligatoria sull'etichetta
    Le tre stagioni di riscaldamento dell'etichetta UE. Schema della redazione sui dati del Regolamento 626/2011.
    Stagione di riscaldamento (Reg. UE 626/2011)Temperatura esterna di progettoOre di riscaldamento di riferimento all'annoSull'etichetta
    Più calda2 °C1.400facoltativa
    Media−10 °C1.400obbligatoria
    Più fredda−22 °C2.100facoltativa

    Due consigli pratici. Primo: confrontate gli split per SCOP e non solo per classe, perché dentro la stessa classe i valori possono essere diversi; ENEA ricorda che il consumo annuo in etichetta è calcolato su 1.400 ore di riscaldamento e invita a preferire classi superiori alla A. Secondo: se abitate in una zona molto fredda, cercate se il modello dichiara anche la stagione più fredda. Per i portatili l'etichetta riporta invece il COP nominale e il consumo orario in kWh per 60 minuti, senza consumo stagionale. Anche i requisiti minimi del Regolamento 206/2012 sono diversi: per i portatili a un tubo il COP nominale minimo è 2,04, che scende a 1,84 con refrigeranti a basso impatto climatico (GWP fino a 150, come l'R290); per gli split lo SCOP minimo nella stagione media è 3,80, o 3,42 con refrigeranti a basso GWP.

    Quanto consuma e quanto costa un'ora di riscaldamento

    Per un confronto concreto usiamo la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026: dal 1° ottobre al 31 dicembre i clienti vulnerabili in maggior tutela pagano l'elettricità 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse. È il valore fissato da ARERA per questo trimestre: va letto come riferimento del periodo, non come un costo fisso. Chi ha un contratto sul mercato libero può rifare i conti con il proprio valore in bolletta. I costi che seguono sono nostri calcoli sui dati dichiarati dai produttori, a piena potenza nominale: nella realtà inverter e termostato riducono le ore a piena potenza, e con il freddo intenso il COP della pompa di calore scende.

    Apparecchio (dati dichiarati)Calore resoPotenza elettrica assorbitaCosto di un'ora (nostro calcolo, tariffa ARERA vulnerabili, IV trimestre 2026)Costo di 1 kWh di calore (nostro calcolo, stessa tariffa)
    Split Daikin FTXM25A + RXM25A, condizioni nominali (20 °C dentro, 7 °C fuori)2,8 kW0,56 kWcirca 24,3 centesimicirca 8,7 centesimi
    Portatile Olimpia Splendid Dolceclima 12 HP WiFi (dati di etichetta)2,34 kW (2,4 kW in etichetta)0,8 kWh in 60 minuticirca 34,7 centesimicirca 15,0 centesimi
    Stufetta elettrica da 2 kW a piena potenza2 kW2 kWcirca 86,9 centesimi43,4 centesimi

    Il confronto più utile è il costo di 1 kWh di calore, perché i tre apparecchi non scaldano con la stessa potenza: circa 8,7 centesimi con lo split alle condizioni nominali, circa 15,0 centesimi con il portatile caldo/freddo, 43,4 centesimi con la stufetta. In altre parole, a parità di calore lo split dell'esempio spende circa un quinto della stufetta e il portatile circa un terzo (nostro calcolo).

    Grafico a barre con il costo di 1 kWh di calore alla tariffa ARERA per i clienti vulnerabili del IV trimestre 2026, 43,43 centesimi per kWh: circa 8,7 centesimi con un climatizzatore split con COP 5, circa 15,0 centesimi con un portatile caldo freddo con COP 2,9, 43,4 centesimi con una stufetta elettrica a resistenza
    Costo di 1 kWh di calore con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026 (43,43 centesimi per kWh). Calcolo della redazione sui COP dichiarati da Daikin e Olimpia Splendid.
    Climatizzatore split inverter in pompa di caloreCondizionatore portatile caldo/freddo (monoblocco a un tubo)Stufetta elettrica a resistenza
    Come produce caloresposta calore dall'aria esterna alla stanza con un circuito frigoriferocome lo split, ma tutto in un'unica macchina dentro la stanzatrasforma l'elettricità in calore con una resistenza
    Indice di efficienza in etichettaSCOP stagionale (stagione media obbligatoria)COP nominale, non stagionalenessuna etichetta energetica di questo tipo
    Classe A+ in riscaldamento corrisponde aSCOP da 4,00 a 4,60COP da 2,60 a 3,10 (scala propria dei monoblocchi)—
    Esempio con dati dichiaratiDaikin FTXM25A: COP 5,00 a 7 °C esterni, SCOP 5,20 (A+++)Olimpia Splendid Dolceclima 12 HP WiFi: COP 2,9 (A+)2 kW assorbiti = 2 kW di calore
    Elettricità per 1 kWh di calore (nostro calcolo)circa 0,20 kWhcirca 0,34 kWh1 kWh
    Costo di 1 kWh di calore a 43,43 centesimi/kWh, tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026 (nostro calcolo)circa 8,7 centesimicirca 15,0 centesimi43,4 centesimi
    Limitiserve l'installazione con unità esterna; resa in calo con il freddo intenso e cicli di sbrinamentoil produttore lo propone per le stagioni intermedie o come rinforzo; tubo di scarico aria verso l'esterno e scarico condensa in riscaldamentocosto per kWh di calore più alto; potenza assorbita alta per il contatore

    Per completare il quadro con altri combustibili trovate i conti in stufa a gas o elettrica e in quanto consuma una stufa a pellet.

    Quando il condizionatore non conviene

    • Con il freddo molto intenso. Ogni pompa di calore ha un campo di funzionamento dichiarato. Per lo split Daikin dell'esempio il manuale indica in riscaldamento una temperatura esterna da −20 °C a 24 °C a bulbo secco (−15 °C con unità esterne multi); fuori da questo campo un dispositivo di sicurezza può fermare l'apparecchio. Prima di arrivare al limite, la resa cala: l'effetto di riscaldamento diminuisce quando fuori fa troppo freddo.
    • Durante lo sbrinamento. Con il freddo e l'umidità sull'unità esterna si può formare brina, che riduce la capacità di riscaldamento. Daikin spiega che l'apparecchio passa da solo allo sbrinamento e che in questa fase l'unità interna non soffia aria calda. È normale: il manuale chiede di non usare mezzi per accelerare lo sbrinamento.
    • Se il portatile deve scaldare tutto l'inverno. Con un COP nominale più basso e senza un valore stagionale, il portatile caldo/freddo è pensato dal produttore per le mezze stagioni o come rinforzo. Resta comunque più efficiente di una stufetta alle condizioni dichiarate.
    • Se l'apparecchio è sporco o trascurato. ENEA stima che una manutenzione carente possa aumentare i consumi elettrici fino al 30%.

    Nelle giornate miti e nelle zone con inverni non rigidi, invece, una pompa di calore ben dimensionata lavora vicino ai valori dichiarati ed è il modo elettrico più efficiente per scaldare tra quelli confrontati qui.

    Come usarlo bene: temperatura, orari e filtri

    • Temperatura. ENEA ricorda che bastano 19 °C per garantire il comfort. Il DPR 74/2013 fissa per gli impianti termici di climatizzazione invernale un massimo di 20 °C più 2 °C di tolleranza come media degli ambienti nelle abitazioni.
    • Orari. Lo stesso DPR 74/2013 limita ore giornaliere e periodo di accensione degli impianti termici secondo la zona climatica: per esempio 14 ore al giorno dal 15 ottobre al 15 aprile in zona E e 10 ore dal 15 novembre al 31 marzo in zona C, senza limiti in zona F. ENEA ricorda che le ore massime variano per legge in base alla zona climatica.
    • Filtri. Daikin raccomanda di pulire i filtri dell'aria ogni 2 settimane, perché filtri sporchi riducono la resa in riscaldamento e raffrescamento; Olimpia Splendid chiede per il Dolceclima di pulirli almeno una volta a settimana, e l'apparecchio segnala la pulizia dopo 250 ore di ventilazione. Seguite sempre il manuale del vostro modello.
    • Calore da non sprecare. ENEA consiglia di chiudere tapparelle e persiane la notte e di aprire le finestre solo per pochi minuti per cambiare l'aria.
    • Controlli. ENEA ricorda che libretto di impianto e controlli periodici sono obbligatori per gli impianti invernali oltre i 10 kW di potenza.

    Ci sono incentivi?

    Il Conto termico 3.0, gestito dal GSE, prevede tra gli interventi incentivabili la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di pompe di calore elettriche, anche aerotermiche (intervento III.A). Si tratta quindi di sostituire un impianto di riscaldamento esistente, non di aggiungere un climatizzatore o comprare un portatile: requisiti e procedure sono sul sito del GSE, da verificare prima dei lavori.

    Domande frequenti

    Scaldare con il condizionatore costa meno della stufetta elettrica?

    Sì, a parità di calore. Con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili del IV trimestre 2026, 43,43 centesimi per kWh, 1 kWh di calore costa circa 8,7 centesimi con lo split Daikin dell'esempio (COP nominale 5,00), circa 15,0 centesimi con il portatile Olimpia Splendid (COP 2,9) e 43,4 centesimi con una stufetta a resistenza. Sono nostri calcoli alle condizioni nominali dichiarate.

    Che differenza c'è tra COP e SCOP?

    Il COP misura il rendimento in una sola condizione di prova, per esempio 7 °C all'esterno e 20 °C in casa. Lo SCOP è il rendimento medio su un'intera stagione di riscaldamento ed è il valore riportato sull'etichetta degli split, secondo i Regolamenti UE 626/2011 e 206/2012.

    Un condizionatore portatile caldo/freddo può sostituire il riscaldamento?

    Il Regolamento UE 626/2011 definisce i portatili a un tubo come apparecchi intrinsecamente meno efficienti, con una scala di classi propria basata sul COP nominale. Olimpia Splendid presenta la funzione pompa di calore del Dolceclima come soluzione per le stagioni intermedie o come rinforzo del riscaldamento tradizionale.

    Il condizionatore scalda anche quando fuori gela?

    Fino al limite indicato dal produttore: per lo split Daikin dell'esempio la temperatura esterna in riscaldamento va da −20 °C a 24 °C a bulbo secco. Con il freddo la resa diminuisce e l'unità esterna fa cicli di sbrinamento, durante i quali l'unità interna non soffia aria calda.

    A che temperatura conviene impostarlo?

    ENEA indica che bastano 19 °C per il comfort; per gli impianti termici il DPR 74/2013 fissa nelle abitazioni un massimo di 20 °C più 2 °C di tolleranza. Tenete puliti i filtri come indicato nel manuale: Daikin raccomanda ogni 2 settimane.

    In sintesi

    In sintesi: un climatizzatore in pompa di calore preleva calore dall'aria esterna e, alle condizioni dichiarate, rende più kWh di calore di quanti ne consuma: con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili del IV trimestre 2026 (43,43 centesimi per kWh), 1 kWh di calore costa circa 8,7 centesimi con lo split dell'esempio, circa 15,0 con un portatile caldo/freddo e 43,4 con una stufetta (nostri calcoli). Conviene soprattutto lo split, scelto per SCOP e usato a 19-20 °C con i filtri puliti; il portatile è adatto alle mezze stagioni e come rinforzo, e con il freddo intenso la resa di ogni pompa di calore cala.

    Riscaldare con il condizionatore: quanto consuma e quando conviene

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