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Riscaldare con il condizionatore in pompa di calore: come funziona, COP e SCOP, differenze tra split e portatile, etichetta energetica, costi a confronto con la stufetta e quando non conviene.

Molti climatizzatori installati in casa sono anche pompe di calore: invertendo il ciclo, d'inverno scaldano invece di raffrescare. La Commissione europea ricorda che quasi tutti i climatizzatori domestici venduti oggi sono reversibili. In questa guida spieghiamo come fa un condizionatore a scaldare, perché uno split e un portatile caldo/freddo non rendono allo stesso modo, come si legge l'etichetta energetica per il riscaldamento e quanto costa un'ora di calore rispetto a una stufetta elettrica, con un esempio basato sui dati dichiarati di due modelli reali. Non è una classifica: i modelli citati servono solo come esempio di calcolo. Le fonti sono il Regolamento delegato (UE) 626/2011, il Regolamento (UE) 206/2012, ENEA, ARERA, il DPR 74/2013 e le schede e i manuali ufficiali dei produttori, consultati il 1° novembre. I conti sui costi sono nostri e li indichiamo sempre come tali.
Un condizionatore in pompa di calore non produce calore bruciando qualcosa e non lo ricava da una resistenza: lo preleva dall'aria esterna e lo porta dentro casa, usando l'elettricità per far girare il compressore. ENEA spiega che la pompa di calore estrae calore dall'ambiente esterno e lo cede all'ambiente da riscaldare. Per questo può rendere più energia termica di quanta elettricità consuma.
Il rapporto tra calore reso ed elettricità consumata si chiama COP (coefficiente di prestazione). ENEA lo spiega con un esempio: con un COP pari a 3, per ogni kWh di energia elettrica consumato la pompa di calore fornisce 3 kWh di energia termica. Prendiamo un caso reale: per lo split Daikin FTXM25A con unità esterna RXM25A il produttore dichiara in riscaldamento 2,80 kW di calore con 0,56 kW assorbiti, cioè un COP nominale di 5,00, misurato con 20 °C in casa e 7 °C all'esterno. In quelle condizioni 1 kWh di elettricità diventa circa 5 kWh di calore in stanza: 1 viene dalla presa, gli altri 4 dall'aria esterna.

Una stufetta elettrica a resistenza, invece, trasforma 1 kWh di elettricità in circa 1 kWh di calore: il Regolamento (UE) 206/2012, quando definisce il riscaldatore elettrico che integra la pompa di calore (chiamato riscaldatore di sicurezza), gli attribuisce un COP pari a 1. Lo spieghiamo nel dettaglio nella guida su quanto consuma una stufetta elettrica.
Il COP è una fotografia: vale in una sola condizione di prova. Con il freddo il rendimento scende, e Daikin lo scrive nel manuale d'uso: l'effetto di riscaldamento diminuisce quando la temperatura esterna è troppo bassa. Per questo l'etichetta energetica dei climatizzatori split usa lo SCOP, il coefficiente di prestazione stagionale: secondo il Regolamento 206/2012 è il rendimento complessivo dell'apparecchio su un'intera stagione di riscaldamento, calcolato come rapporto tra il fabbisogno annuo di calore di riferimento e il consumo annuo di elettricità. Lo SCOP tiene conto delle giornate miti e di quelle fredde, del funzionamento a carico parziale tipico degli inverter e dei consumi a macchina ferma.
Lo stesso split Daikin dell'esempio ha COP nominale 5,00 e SCOP 5,20 nella stagione media, classe A+++, con un consumo dichiarato di 647 kWh all'anno per un carico di progetto di 2,40 kW. Il conto torna con le regole del regolamento: 2,40 kW per 1.400 ore danno 3.360 kWh di calore nella stagione media, che divisi per lo SCOP 5,20 fanno circa 646 kWh di elettricità (nostro calcolo). Per scaldare la stessa quantità di calore con una stufetta a resistenza servirebbero circa 3.360 kWh di elettricità, oltre cinque volte tanto.
Anche molti condizionatori portatili hanno la funzione pompa di calore, ma la normativa europea li tratta come una categoria a parte. Il Regolamento 626/2011 definisce il condizionatore a condotto singolo (il classico portatile con un tubo) come un apparecchio in cui l'aria che entra nello scambiatore è prelevata dal locale in cui si trova l'unità ed è restituita all'esterno di quel locale. Nel portatile, quindi, tutto il circuito frigorifero sta nella stanza e lo scambio con l'esterno passa per un tubo di espulsione: per l'Olimpia Splendid Dolceclima 12 HP WiFi il produttore indica un tubo di 120 mm di diametro e 1,5 m di lunghezza.
Il regolamento lo dice in modo esplicito: per i condizionatori a singolo e doppio condotto restano gli indicatori di efficienza non stagionali, e questi apparecchi, intrinsecamente meno efficienti, raggiungerebbero al massimo la classe A+ della scala degli split (considerando 8). Per questo il portatile ha una scala di classi propria, in cui i più efficienti possono arrivare alla A+++, basata sul COP nominale: un portatile a un tubo è in classe A+ con un COP tra 2,60 e 3,10, mentre uno split è in classe A+ con uno SCOP tra 4,00 e 4,60. La stessa lettera non indica lo stesso rendimento.
I dati dei due esempi lo confermano. Il Dolceclima 12 HP WiFi dichiara in riscaldamento 2,34 kW di calore con COP 2,9, classe A+, e un consumo di 0,8 kWh in 60 minuti; lo split Daikin dell'esempio arriva a COP 5,00. Anche Olimpia Splendid presenta la funzione pompa di calore come un modo per sostituire il riscaldamento tradizionale nelle stagioni intermedie o per potenziarlo, non come riscaldamento principale per tutto l'inverno. Il manuale ricorda inoltre che in modalità riscaldamento va collegato il tubo di scarico della condensa. Chi sta valutando un portatile trova le altre differenze nella nostra guida alla scelta del condizionatore portatile; sui condizionatori portatili senza tubo abbiamo una pagina dedicata.
Per i climatizzatori fino a 12 kW l'etichetta segue il Regolamento delegato (UE) 626/2011. Per gli split riporta, per il riscaldamento, lo SCOP, la classe energetica, il carico di progetto in kW e il consumo annuo in kWh per ogni stagione dichiarata. L'Europa è divisa in tre stagioni di riscaldamento, con una mappa sull'etichetta: solo la stagione media è obbligatoria, le altre due sono facoltative e, se mancano, sono segnate con una X. La Commissione europea indica che la banca dati EPREL riporta l'efficienza in riscaldamento per i tre climi.

| Stagione di riscaldamento (Reg. UE 626/2011) | Temperatura esterna di progetto | Ore di riscaldamento di riferimento all'anno | Sull'etichetta |
|---|---|---|---|
| Più calda | 2 °C | 1.400 | facoltativa |
| Media | −10 °C | 1.400 | obbligatoria |
| Più fredda | −22 °C | 2.100 | facoltativa |
Due consigli pratici. Primo: confrontate gli split per SCOP e non solo per classe, perché dentro la stessa classe i valori possono essere diversi; ENEA ricorda che il consumo annuo in etichetta è calcolato su 1.400 ore di riscaldamento e invita a preferire classi superiori alla A. Secondo: se abitate in una zona molto fredda, cercate se il modello dichiara anche la stagione più fredda. Per i portatili l'etichetta riporta invece il COP nominale e il consumo orario in kWh per 60 minuti, senza consumo stagionale. Anche i requisiti minimi del Regolamento 206/2012 sono diversi: per i portatili a un tubo il COP nominale minimo è 2,04, che scende a 1,84 con refrigeranti a basso impatto climatico (GWP fino a 150, come l'R290); per gli split lo SCOP minimo nella stagione media è 3,80, o 3,42 con refrigeranti a basso GWP.
Per un confronto concreto usiamo la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026: dal 1° ottobre al 31 dicembre i clienti vulnerabili in maggior tutela pagano l'elettricità 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse. È il valore fissato da ARERA per questo trimestre: va letto come riferimento del periodo, non come un costo fisso. Chi ha un contratto sul mercato libero può rifare i conti con il proprio valore in bolletta. I costi che seguono sono nostri calcoli sui dati dichiarati dai produttori, a piena potenza nominale: nella realtà inverter e termostato riducono le ore a piena potenza, e con il freddo intenso il COP della pompa di calore scende.
| Apparecchio (dati dichiarati) | Calore reso | Potenza elettrica assorbita | Costo di un'ora (nostro calcolo, tariffa ARERA vulnerabili, IV trimestre 2026) | Costo di 1 kWh di calore (nostro calcolo, stessa tariffa) |
|---|---|---|---|---|
| Split Daikin FTXM25A + RXM25A, condizioni nominali (20 °C dentro, 7 °C fuori) | 2,8 kW | 0,56 kW | circa 24,3 centesimi | circa 8,7 centesimi |
| Portatile Olimpia Splendid Dolceclima 12 HP WiFi (dati di etichetta) | 2,34 kW (2,4 kW in etichetta) | 0,8 kWh in 60 minuti | circa 34,7 centesimi | circa 15,0 centesimi |
| Stufetta elettrica da 2 kW a piena potenza | 2 kW | 2 kW | circa 86,9 centesimi | 43,4 centesimi |
Il confronto più utile è il costo di 1 kWh di calore, perché i tre apparecchi non scaldano con la stessa potenza: circa 8,7 centesimi con lo split alle condizioni nominali, circa 15,0 centesimi con il portatile caldo/freddo, 43,4 centesimi con la stufetta. In altre parole, a parità di calore lo split dell'esempio spende circa un quinto della stufetta e il portatile circa un terzo (nostro calcolo).

| Climatizzatore split inverter in pompa di calore | Condizionatore portatile caldo/freddo (monoblocco a un tubo) | Stufetta elettrica a resistenza | |
|---|---|---|---|
| Come produce calore | sposta calore dall'aria esterna alla stanza con un circuito frigorifero | come lo split, ma tutto in un'unica macchina dentro la stanza | trasforma l'elettricità in calore con una resistenza |
| Indice di efficienza in etichetta | SCOP stagionale (stagione media obbligatoria) | COP nominale, non stagionale | nessuna etichetta energetica di questo tipo |
| Classe A+ in riscaldamento corrisponde a | SCOP da 4,00 a 4,60 | COP da 2,60 a 3,10 (scala propria dei monoblocchi) | — |
| Esempio con dati dichiarati | Daikin FTXM25A: COP 5,00 a 7 °C esterni, SCOP 5,20 (A+++) | Olimpia Splendid Dolceclima 12 HP WiFi: COP 2,9 (A+) | 2 kW assorbiti = 2 kW di calore |
| Elettricità per 1 kWh di calore (nostro calcolo) | circa 0,20 kWh | circa 0,34 kWh | 1 kWh |
| Costo di 1 kWh di calore a 43,43 centesimi/kWh, tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026 (nostro calcolo) | circa 8,7 centesimi | circa 15,0 centesimi | 43,4 centesimi |
| Limiti | serve l'installazione con unità esterna; resa in calo con il freddo intenso e cicli di sbrinamento | il produttore lo propone per le stagioni intermedie o come rinforzo; tubo di scarico aria verso l'esterno e scarico condensa in riscaldamento | costo per kWh di calore più alto; potenza assorbita alta per il contatore |
Per completare il quadro con altri combustibili trovate i conti in stufa a gas o elettrica e in quanto consuma una stufa a pellet.
Nelle giornate miti e nelle zone con inverni non rigidi, invece, una pompa di calore ben dimensionata lavora vicino ai valori dichiarati ed è il modo elettrico più efficiente per scaldare tra quelli confrontati qui.
Il Conto termico 3.0, gestito dal GSE, prevede tra gli interventi incentivabili la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di pompe di calore elettriche, anche aerotermiche (intervento III.A). Si tratta quindi di sostituire un impianto di riscaldamento esistente, non di aggiungere un climatizzatore o comprare un portatile: requisiti e procedure sono sul sito del GSE, da verificare prima dei lavori.
Sì, a parità di calore. Con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili del IV trimestre 2026, 43,43 centesimi per kWh, 1 kWh di calore costa circa 8,7 centesimi con lo split Daikin dell'esempio (COP nominale 5,00), circa 15,0 centesimi con il portatile Olimpia Splendid (COP 2,9) e 43,4 centesimi con una stufetta a resistenza. Sono nostri calcoli alle condizioni nominali dichiarate.
Il COP misura il rendimento in una sola condizione di prova, per esempio 7 °C all'esterno e 20 °C in casa. Lo SCOP è il rendimento medio su un'intera stagione di riscaldamento ed è il valore riportato sull'etichetta degli split, secondo i Regolamenti UE 626/2011 e 206/2012.
Il Regolamento UE 626/2011 definisce i portatili a un tubo come apparecchi intrinsecamente meno efficienti, con una scala di classi propria basata sul COP nominale. Olimpia Splendid presenta la funzione pompa di calore del Dolceclima come soluzione per le stagioni intermedie o come rinforzo del riscaldamento tradizionale.
Fino al limite indicato dal produttore: per lo split Daikin dell'esempio la temperatura esterna in riscaldamento va da −20 °C a 24 °C a bulbo secco. Con il freddo la resa diminuisce e l'unità esterna fa cicli di sbrinamento, durante i quali l'unità interna non soffia aria calda.
ENEA indica che bastano 19 °C per il comfort; per gli impianti termici il DPR 74/2013 fissa nelle abitazioni un massimo di 20 °C più 2 °C di tolleranza. Tenete puliti i filtri come indicato nel manuale: Daikin raccomanda ogni 2 settimane.
In sintesi: un climatizzatore in pompa di calore preleva calore dall'aria esterna e, alle condizioni dichiarate, rende più kWh di calore di quanti ne consuma: con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili del IV trimestre 2026 (43,43 centesimi per kWh), 1 kWh di calore costa circa 8,7 centesimi con lo split dell'esempio, circa 15,0 con un portatile caldo/freddo e 43,4 con una stufetta (nostri calcoli). Conviene soprattutto lo split, scelto per SCOP e usato a 19-20 °C con i filtri puliti; il portatile è adatto alle mezze stagioni e come rinforzo, e con il freddo intenso la resa di ogni pompa di calore cala.

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