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Confronto tra stufa a gas e stufa elettrica: costo del calore con dati ufficiali, regole di sicurezza, stanze vietate e tipi di stufe elettriche.

Con l'arrivo del freddo molti cercano un riscaldamento d'appoggio e si chiedono se convenga una stufa a gas con bombola o una stufa elettrica. La risposta dipende da due cose: quanto costa un kWh di calore con ciascuna fonte e in quale stanza la stufa verrà usata. Qui mettiamo a confronto i costi dell'energia con dati ufficiali (ARERA, ISPRA e Ministero dell'Ambiente) e le regole di sicurezza indicate da Ministero della Salute, Vigili del Fuoco e manuali dei produttori, consultati il 27 ottobre. Non parliamo del costo d'acquisto degli apparecchi, ma solo dell'energia.
Una stufa elettrica a resistenza trasforma in calore l'energia che assorbe: per sapere quanto spende basta moltiplicare la potenza in kW per le ore di utilizzo e per la tariffa dell'elettricità, come spieghiamo nella guida su quanto consuma una stufetta elettrica. Una stufa a gas senza canna fumaria, invece, rilascia nella stanza il calore del combustibile bruciato: il suo costo per kWh si ottiene dividendo il costo di un kg di combustibile per l'energia contenuta in quel kg.
Per l'elettricità usiamo il dato ARERA del servizio di tutela per i clienti vulnerabili: 43,43 c€/kWh, tasse incluse, valido per tutto il quarto trimestre. Il contratto di ciascuno può essere diverso: conviene sostituire questo valore con quello della propria bolletta.
Per il GPL in bombola non esiste una rilevazione ufficiale nazionale del costo al kg: dipende dal rivenditore e dalla zona. Esiste però il dato ufficiale dell'energia contenuta: la tabella dei parametri standard nazionali di ISPRA, pubblicata dal Ministero dell'Ambiente, indica per il GPL un potere calorifico inferiore di 45,858 GJ per tonnellata, cioè circa 12,74 kWh per kg (conversione nostra: 1 kWh = 3,6 MJ).
Il metodo è quindi semplice: costo per kWh = costo di un kg di GPL / 12,74. Una bombola da 10 kg contiene circa 127 kWh di energia. Negli esempi qui sotto ipotizziamo tre costi al kg, 2, 3 e 4 euro, solo per mostrare il calcolo: non sono dati rilevati. Con l'ipotesi di 3 euro al kg, una stufa che brucia 2 kW di gas costa circa 0,47 euro l'ora, contro circa 0,87 euro l'ora di una stufa elettrica da 2 kW alla tariffa ARERA.

Le stufe a combustibile liquido bruciano kerosene o prodotti simili. Per il kerosene la stessa tabella ISPRA indica 1,046 tep per tonnellata, cioè circa 12,16 kWh per kg (1 tep = 11.628 kWh). Anche qui manca un dato ufficiale sul costo del combustibile per stufe, che spesso è venduto a litri: per fare il conto servono il costo e il peso indicati sulla confezione, applicando lo stesso metodo del GPL.
Chi ha una stufa allacciata alla rete del metano può partire dal dato ARERA per il servizio di tutela della vulnerabilità di settembre: 162,02 c€/Smc tutto compreso per il cliente tipo. Con il potere calorifico di riferimento ARERA di 0,03852 GJ/Smc (circa 10,7 kWh/Smc, conversione nostra) il calore costa circa 15 c€/kWh.
| Fonte di calore | Dato di partenza | Costo per kWh di calore | Fonte |
|---|---|---|---|
| Stufa elettrica a resistenza (olio, termoventilatore, alogena, carbonio) | 43,43 c€/kWh, tutela vulnerabili, IV trimestre | 43,4 c€/kWh | ARERA |
| GPL in bombola, esempio a 2 euro al kg | PCI 45,858 MJ/kg = 12,74 kWh/kg | 15,7 c€/kWh | ISPRA/MASE (PCI); costo al kg ipotetico |
| GPL in bombola, esempio a 3 euro al kg | come sopra | 23,6 c€/kWh | esempio della redazione |
| GPL in bombola, esempio a 4 euro al kg | come sopra | 31,4 c€/kWh | esempio della redazione |
| Gas naturale di rete (stufa allacciata) | 162,02 c€/Smc cliente tipo, settembre; circa 10,7 kWh/Smc | circa 15,1 c€/kWh | ARERA (valore derivato) |
| Pompa di calore, esempio SCOP 4 | 43,43 c€/kWh diviso per SCOP | circa 10,9 c€/kWh | ARERA; SCOP ipotetico |
Il Ministero della Salute ricorda che la combustione con poco ossigeno produce monossido di carbonio, un gas incolore e inodore. Per gli apparecchi che prelevano aria dalla stanza servono aperture di ventilazione permanenti di almeno 6 cm² per ogni kW, con un minimo di 100 cm²; le finestre non contano come aperture permanenti. I manuali delle stufe a gas portatili ricordano che l'apparecchio immette i prodotti della combustione nella stanza in cui viene usato, e chiedono di usarlo solo in ambienti ben aerati, con due aperture verso l'esterno.
Le stufe a GPL hanno un dispositivo che interrompe il gas se la fiamma si spegne o se l'aria della stanza non è sufficiente, ma non sostituiscono la ventilazione. In caso di sospetta intossicazione da monossido i Vigili del Fuoco indicano di aerare, uscire, spegnere la fonte se possibile e chiamare il 115.
La guida "Casa sicura" dei Vigili del Fuoco vieta di installare stufe a gas e apparecchi a fiamma libera nelle camere da letto. I manuali dei produttori di stufe a GPL aggiungono bagni, seminterrati e interrati e locali con volume inferiore a 15 m³; alcuni escludono anche i piani alti degli edifici. Prima di accendere una stufa a gas con bombola conviene quindi leggere il manuale e verificare la stanza.

Bruciare un idrocarburo come il GPL produce anidride carbonica e vapore acqueo, che una stufa senza canna fumaria rilascia nella stanza insieme agli altri prodotti della combustione, come indicano i manuali. In case già umide questo si somma all'umidità esistente: aerare serve sia per la sicurezza sia per l'umidità, e nei casi più difficili si può valutare un deumidificatore. Le stufe elettriche non producono vapore.
A parità di potenza tutte consumano gli stessi kWh: cambia il modo in cui il calore arriva. Per risparmiare contano potenza, termostato e ore di utilizzo, come spieghiamo nella guida alla stufetta elettrica a basso consumo.
Un climatizzatore a pompa di calore usa anch'esso l'elettricità, ma sposta calore dall'esterno: per ogni kWh assorbito ne rende diversi, secondo il rendimento stagionale SCOP indicato nell'etichetta energetica. Il costo per kWh di calore è la tariffa divisa per lo SCOP: con uno SCOP di 4, preso come esempio, circa 11 c€/kWh. Se è già installato, per scaldare una stanza è di solito la soluzione elettrica più efficiente.
Con la tariffa ARERA di 43,43 c€/kWh, un kWh di calore elettrico costa più di uno da GPL finché il GPL costa meno di circa 5,5 euro al kg (43,43 c€ x 12,74 kWh/kg). Il calcolo va rifatto con il proprio costo al kg e la propria bolletta.
No. La guida Casa sicura dei Vigili del Fuoco vieta stufe a gas e apparecchi a fiamma libera nelle camere da letto, e i manuali le escludono anche da bagni e seminterrati.
Il Ministero della Salute indica aperture permanenti di 6 cm² per kW, minimo 100 cm²; i manuali delle stufe portatili chiedono due aperture verso l'esterno. Le finestre non valgono come aperture permanenti.
A parità di potenza sì: un apparecchio da 2 kW acceso un'ora consuma 2 kWh. Cambiano il modo di scaldare e la presenza di termostato e livelli di potenza.
Sì: la combustione produce vapore acqueo, che una stufa senza canna fumaria rilascia nella stanza. Le stufe elettriche no.
La stufa a GPL può dare un kWh di calore a costo più basso dell'elettricità, ma va usata solo in stanze ampie e ventilate, mai in camera da letto o in bagno. Per queste stanze e per usi brevi la stufa elettrica è la scelta corretta, e se c'è una pompa di calore conviene partire da quella.

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