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    Scaldabagno a pompa di calore o elettrico: quanto si risparmia davvero

    Resistenza o pompa di calore: come funzionano, come si legge l'etichetta, quanta energia dichiarano tre scaldabagni reali, quanto pesa in bolletta, dove si possono installare e quali incentivi ci sono.

    4 novembre 2026
    Aggiornato il 4 novembre 2026
    Scaldabagno a pompa di calore o elettrico: quanto si risparmia davvero

    Quando lo scaldabagno elettrico comincia a perdere colpi, la sostituzione sembra una formalità: stesso attacco, stessi litri, stessa presa. Poi in negozio, o nel preventivo dell'idraulico, compare lo scaldabagno a pompa di calore, con un'etichetta in classe A+ e la promessa di consumare molto meno. La domanda che ci si fa è semplice: quanto meno, in kWh e in bolletta, e a quali condizioni?

    Per rispondere abbiamo preso i consumi registrati nella banca dati europea EPREL per tre scaldacqua Ariston con lo stesso profilo di prelievo, li abbiamo trasformati in euro con la tariffa ARERA e li abbiamo confrontati con i vincoli di installazione scritti nel manuale. Ne viene fuori un risparmio vero, ma non per tutte le case.

    Che cosa cambia dentro il serbatoio

    Lo scaldabagno elettrico tradizionale scalda l'acqua con una resistenza immersa nel serbatoio: tutta l'energia che arriva dalla presa diventa calore, e niente di più. Il regolamento europeo lo chiama scaldacqua convenzionale.

    Lo scaldabagno a pompa di calore lavora come un piccolo frigorifero al contrario. Il Regolamento delegato (UE) 812/2013 lo definisce come uno scaldacqua che usa il calore ambientale proveniente da una fonte aerea, idrica o geotermica per produrre calore. Nel manuale del Nuos Plus S2 Wi-Fi, Ariston spiega il principio con il COP, il rapporto fra il calore ceduto all'acqua e l'energia elettrica consumata: con un COP di 3, per 1 kWh elettrico la pompa fornisce 3 kWh di calore, e 2 li prende dall'aria. Per il modello da 110 litri Ariston dichiara un COP di 2,74 con aria a 7 °C. Nel serbatoio c'è comunque una resistenza da 1.200 W, che interviene quando l'aria è troppo fredda o quando serve un riscaldamento rapido.

    Schema dei due principi di funzionamento. Nello scaldabagno elettrico una resistenza immersa nel serbatoio trasforma l'energia elettrica in calore. Nello scaldabagno a pompa di calore un compressore fa circolare il refrigerante: l'evaporatore prende calore dall'aria del locale, il condensatore lo cede all'acqua del serbatoio. Con un COP di 2,74, come dichiarato da Ariston per il Nuos Plus S2 Wi-Fi 110 con aria a 7 gradi, per ogni kWh elettrico arrivano all'acqua 2,74 kWh di calore, di cui 1,74 presi dall'aria
    Scaldabagno elettrico e scaldabagno a pompa di calore: da dove arriva il calore. Schema della redazione.

    Esistono anche gli scaldacqua a gas, istantanei o ad accumulo, che rientrano nello stesso regolamento ma dichiarano il consumo di combustibile in GJ: il conto si fa su un'altra bolletta, e qui lo lasciamo da parte.

    Come si legge l'etichetta: profilo di carico ed efficienza

    Sull'etichetta di uno scaldabagno la classe da sola dice poco, perché dipende dal profilo di carico, una lettera che rappresenta quanta acqua calda si preleva in una giornata tipo. Il Regolamento 812/2013 descrive ogni profilo con una sequenza oraria di prelievi e un'energia utile giornaliera di riferimento: 5,845 kWh per il profilo M, 11,655 per L, 19,07 per XL.

    Il secondo numero da guardare è l'efficienza energetica di riscaldamento dell'acqua, il rapporto fra l'energia utile erogata e quella necessaria a produrla, in percentuale. Una resistenza resta sotto il 100 per cento; una pompa di calore lo supera perché aggiunge il calore preso dall'aria. Le soglie delle classi cambiano da profilo a profilo.

    Profilo di caricoEnergia utile prelevata al giorno (Qref)Classe A+ se l'efficienza è almenoMinimo di legge dal 26 settembre 2017
    M5,845 kWh100 per cento36 per cento
    L11,655 kWh115 per cento37 per cento
    XL19,07 kWh123 per cento37 per cento

    Fonti: Regolamento delegato (UE) 812/2013, allegati II e VII; Regolamento (UE) 814/2013, allegato II.

    La scala va da A+ a F per gli scaldacqua tradizionali e a pompa di calore. Dal 26 settembre 2017 il Regolamento (UE) 814/2013 vieta di immettere sul mercato apparecchi sotto le soglie minime della tabella. Entrambi i regolamenti risultano in vigore su EUR-Lex. Le regole sono però in revisione: la Commissione europea ha messo in consultazione, fino a gennaio, una proposta che porterebbe l'etichetta alla scala A-G con un codice QR verso EPREL. È una proposta, non un testo adottato: nella Gazzetta ufficiale non è stato pubblicato nulla. Per ora, quindi, in negozio vale ancora l'etichetta A+ – F.

    Quanto consumano tre modelli reali

    Per un confronto pulito abbiamo preso tre apparecchi dello stesso marchio, tutti dichiarati con il profilo M: un elettrico da 100 litri e due a pompa di calore da 110 e da 80 litri. Il consumo annuo in etichetta si riferisce alle condizioni climatiche medie; per le pompe di calore EPREL riporta anche i valori per un clima più freddo e uno più caldo.

    ModelloAriston Pro1 Eco 100 V/5Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi 110Ariston Nuos Evo A+ 80
    Tecnologiaresistenza elettrica (scaldacqua convenzionale)pompa di calore aria-acquapompa di calore aria-acqua
    Capacità100 litri110 litri80 litri
    Profilo di carico dichiaratoMMM
    Classe energetica (scala A+ – F)BA+A+
    Efficienza di riscaldamento dell'acqua40 per cento114 per cento105 per cento
    Consumo annuo, clima medio1.284 kWh452 kWh479 kWh
    Consumo annuo, clima più freddo–565 kWh519 kWh
    Consumo annuo, clima più caldo–415 kWh437 kWh
    Potenza sonora interna15 dB45 dB50 dB

    Fonti: EPREL, registrazioni 110219, 1780946 e 147351; manuale Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi.

    A parità di profilo il Nuos Plus S2 Wi-Fi 110 dichiara 452 kWh all'anno contro i 1.284 del Pro1 Eco 100: circa il 35 per cento dell'energia. Anche nella versione per il clima più freddo, 565 kWh, resta sotto la metà. Il Nuos Evo A+ 80, più piccolo e meno efficiente, si colloca poco sopra.

    Quanto pesa in bolletta in un anno

    Per tradurre i kWh in bolletta usiamo la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026: dal 1° ottobre 2026 il riferimento per i clienti vulnerabili serviti in maggior tutela è di 43,43 centesimi di euro per kWh, tasse incluse. Chi ha un contratto sul mercato libero può rifare il conto con il valore della propria bolletta.

    Modello e condizione climaticaConsumo annuoCosto annuo dell'energia (nostro calcolo, arrotondato all'euro)
    Ariston Pro1 Eco 100 V/5, clima medio1.284 kWhcirca 558 euro
    Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi 110, clima più freddo565 kWhcirca 245 euro
    Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi 110, clima medio452 kWhcirca 196 euro
    Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi 110, clima più caldo415 kWhcirca 180 euro

    Fonti: EPREL, ARERA. Calcoli della redazione, arrotondati all'euro; la differenza fra i due modelli è calcolata sugli 832 kWh di scarto, non sui valori arrotondati.

    Grafico a barre del costo annuo dell'energia elettrica calcolato dalla redazione con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026, 43,43 centesimi per kWh, sui consumi annui dichiarati in EPREL con profilo di carico M: Ariston Pro1 Eco 100 V/5 elettrico, 1.284 kWh, circa 558 euro; Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi 110 a pompa di calore in clima più freddo, 565 kWh, circa 245 euro; in clima medio, 452 kWh, circa 196 euro; in clima più caldo, 415 kWh, circa 180 euro
    Costo annuo dell'energia con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026 (43,43 centesimi per kWh). Calcolo della redazione sui consumi dichiarati in EPREL, profilo M.

    Con il profilo M la differenza fra i due Ariston è di circa 361 euro l'anno (nostro calcolo, tariffa ARERA per i clienti vulnerabili, IV trimestre 2026, 43,43 centesimi per kWh), che scende a circa 312 euro con il valore per il clima più freddo. È il risparmio sull'energia: il conto completo, con il costo dell'apparecchio e dell'installazione, dipende dal preventivo e dagli incentivi.

    Ma chi in casa usa davvero l'acqua calda come il profilo M? Il valore in etichetta presuppone quei prelievi tutti i giorni dell'anno. Se si consuma meno, per esempio in una casa abitata solo nel fine settimana, anche il risparmio si riduce, più o meno in proporzione (nostra stima): a quel punto i tempi per recuperare la spesa iniziale si allungano.

    Dove si può installare: i vincoli del manuale

    Qui sta la differenza più concreta con un elettrico, che si appende quasi ovunque ci siano acqua e corrente. La pompa di calore ha bisogno di aria, di spazio e di uno scarico.

    Vincolo (manuale Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi)Valore dichiarato
    Volume minimo del locale senza canalizzazione20 m³, con adeguato ricambio d'aria
    Altezza minima del soffitto (110 litri)2,10 m
    Temperatura del localeda 1 a 42 °C
    Temperatura dell'aria per la pompa di caloreda -10 a 42 °C; fuori da questo intervallo scalda la resistenza integrata
    Aria in uscita5-10 °C più fredda di quella in ingresso
    Tubi di aspirazione ed espulsionediametro 110, 125, 150 o 160 mm
    Scarico della condensaattacco da 14 mm, con sifone
    RefrigeranteR290 (propano), 0,15 kg, infiammabile
    Potenza assorbitapompa di calore 280 W in media, 350 W al massimo; resistenza 1.200 W
    Potenza sonora interna45 dB(A)

    Fonti: manuale di installazione e uso Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi.

    Senza canalizzazione serve un locale di almeno 20 m³, e il manuale avverte che l'aria in uscita è di 5-10 °C più fredda di quella in ingresso: in un bagno piccolo d'inverno la stanza si raffredda sensibilmente. Le alternative sono i tubi di aspirazione ed espulsione verso l'esterno o verso un altro locale, come una cantina o un garage. Il manuale esclude i locali con un apparecchio che usa l'aria per funzionare, come una caldaia a gas a camera aperta, e chiede che non ci siano fonti di accensione sempre attive, perché il refrigerante R290 è infiammabile. Va poi previsto lo scarico della condensa, che con un elettrico non serve.

    C'è anche il rumore. EPREL riporta per il Pro1 Eco 100 una potenza sonora di 15 dB, per il Nuos Plus S2 Wi-Fi 110 di 45 dB all'interno: il compressore e il ventilatore si sentono, e conviene tenerne conto se lo scaldabagno sta vicino a una camera da letto.

    Gli incentivi: Conto Termico 3.0 e detrazione

    La sostituzione di uno scaldacqua elettrico o a gas con uno a pompa di calore ha due strade di incentivo, con requisiti diversi da verificare prima dei lavori.

    Conto Termico 3.0 (GSE)Detrazione ecobonus (Agenzia delle Entrate, ENEA)
    Che cosa si incentivaintervento III.E: sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di caloresostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore per l'acqua calda sanitaria
    Formacontributo erogato dal GSEdetrazione IRPEF o IRES in 10 rate annuali
    Misurasecondo le regole del decreto e delle Regole Applicative GSE50 per cento sull'abitazione principale per proprietari o titolari di diritto reale, 36 per cento negli altri casi, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026
    Requisiti tecniciedificio esistente dotato di impianto di climatizzazione; si deve rimuovere lo scaldacqua esistenteCOP maggiore di 2,6 secondo UNI EN 16147; classe A o superiore per i lavori iniziati dal 4 febbraio 2026
    Praticasul portale del GSEscheda descrittiva a ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori

    Fonti: GSE, Conto Termico 3.0, tipologie di interventi; ENEA, vademecum pompe di calore e tabella ecobonus; Agenzia delle Entrate, riqualificazione energetica.

    In entrambi i casi conta la parola sostituzione: un'installazione nuova, senza un vecchio scaldacqua da rimuovere, non rientra in queste voci. Il GSE precisa inoltre che lo scaldacqua a pompa di calore non può sostituire la caldaia come impianto di riscaldamento ai fini del Conto Termico.

    Quando non conviene

    La pompa di calore rende poco dove i suoi punti di forza non lavorano. Il primo caso è il consumo basso: una persona sola che fa docce brevi, o una seconda casa, preleva molta meno acqua del profilo M, e il risparmio annuo in bolletta diventa piccolo. Il secondo è il locale freddo e non riscaldato: sotto 1 °C il manuale non ammette l'installazione, e con aria sotto i -10 °C l'acqua la scalda la resistenza, come in un elettrico. Già con un clima più freddo il consumo dichiarato sale da 452 a 565 kWh.

    Il terzo caso è lo spazio: un bagno cieco sotto i 20 m³, senza la possibilità di portare i tubi all'esterno e senza uno scarico per la condensa, rende l'installazione complicata o impossibile. Lo stesso ragionamento sull'aria e sulla temperatura del locale vale per l'asciugatrice a pompa di calore, che recupera il calore in modo simile.

    Come decidere

    Se in casa si consuma acqua calda tutti i giorni, c'è un locale di almeno 20 m³ non troppo freddo, oppure si possono canalizzare aria e scarico, la pompa di calore è la scelta che riduce la bolletta: nei modelli Ariston citati consuma circa un terzo dell'elettrico a parità di profilo. In questo caso conviene scegliere un apparecchio in classe A o superiore, che è anche il requisito per la detrazione sui lavori iniziati dal 4 febbraio 2026, e chiedere all'installatore come intende gestire aria e condensa.

    Se invece l'uso è saltuario, lo spazio è poco o il locale è gelido, un buon elettrico, con il profilo adatto al numero di persone, resta la soluzione più semplice: per orientarsi c'è il nostro confronto degli scaldabagni elettrici. Chi sta ripensando i consumi di tutta la casa può leggere anche le guide su come riscaldare con il condizionatore e sulle valvole termostatiche.

    Domande frequenti

    Quanto consuma uno scaldabagno a pompa di calore rispetto a uno elettrico?

    Con lo stesso profilo di carico M, EPREL riporta per l'Ariston Pro1 Eco 100 V/5 elettrico 1.284 kWh all'anno e per l'Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi 110 a pompa di calore 452 kWh in clima medio, cioè circa il 35 per cento.

    Quanto si risparmia in bolletta in un anno?

    Con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili del IV trimestre 2026, 43,43 centesimi per kWh, la differenza fra i due modelli Ariston citati è di circa 361 euro l'anno (nostro calcolo), se si preleva acqua come nel profilo M. Con meno prelievi il risparmio cala.

    Lo scaldabagno a pompa di calore si può mettere in bagno?

    Il manuale Ariston del Nuos Plus S2 Wi-Fi chiede un locale di almeno 20 m³ con ricambio d'aria se l'apparecchio non è canalizzato, una temperatura fra 1 e 42 °C e uno scarico per la condensa. In un bagno piccolo servono i tubi di aspirazione ed espulsione.

    Funziona anche d'inverno in garage o in cantina?

    Sì, entro i limiti del manuale: la pompa di calore lavora con aria fra -10 e 42 °C, sotto quella soglia scalda la resistenza integrata. In clima più freddo EPREL riporta per il Nuos Plus S2 Wi-Fi 110 un consumo di 565 kWh all'anno invece di 452.

    Ci sono incentivi per sostituire lo scaldabagno elettrico?

    Sì. Il Conto Termico 3.0 del GSE prevede l'intervento III.E, sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore. In alternativa c'è l'ecobonus: 50 per cento sull'abitazione principale e 36 per cento negli altri casi per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026, con COP maggiore di 2,6 e classe A o superiore.

    L'etichetta degli scaldabagni sta cambiando?

    I Regolamenti 812/2013 e 814/2013 sono in vigore. Sono in revisione: la Commissione europea ha messo in consultazione una proposta che porterebbe la scala alla A-G con codice QR verso EPREL. La proposta non è ancora adottata né pubblicata nella Gazzetta ufficiale.

    In sintesi

    In sintesi: a parità di profilo di carico M, lo scaldabagno a pompa di calore Ariston Nuos Plus S2 Wi-Fi 110 dichiara 452 kWh all'anno contro i 1.284 dell'elettrico Pro1 Eco 100 V/5. Con la tariffa ARERA per i clienti vulnerabili del IV trimestre 2026 (43,43 centesimi per kWh) sono circa 361 euro in meno l'anno (nostro calcolo). Conviene a chi usa acqua calda ogni giorno e ha un locale di almeno 20 m³ non gelido o può canalizzare l'aria; con uso saltuario, poco spazio o un locale freddo il vantaggio si riduce.

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