Cookie tecnici sempre attivi. Statistiche e marketing solo se accetti. I cookie ci aiutano a tenere il sito gratuito e a mostrarti offerte più adatte. I tecnici restano sempre attivi; statistiche e marketing solo se accetti. Cookie policy
Quando un purificatore d'aria serve davvero: che cosa dicono CADR e filtro HEPA, cosa non toglie, ozono, ricambi d'aria e come leggere le schede.

In inverno le finestre restano chiuse per ore, l'aria di casa si ferma e si accumulano polvere, polline portato dentro con i vestiti, fumo di cottura e, nelle città, le polveri fini che entrano comunque. È il momento in cui molti si chiedono se un purificatore d'aria serva davvero, o se basti aprire un po' la finestra.
Il dubbio è legittimo: sulla scatola compaiono sigle come HEPA, CADR e "tipo HEPA" che non dicono da sole se l'apparecchio è adatto alla stanza. Qui si vede che cosa un purificatore può fare e che cosa non può, come leggere CADR e classi di filtro, e quando ha senso tenerne uno acceso. Per il confronto tra modelli resta la guida alla scelta del purificatore d'aria.
Un purificatore portatile aspira l'aria della stanza, la fa passare in uno o più filtri e la reimmette. Con un filtro meccanico efficiente riduce le particelle sospese: polveri fini, polline, fumo. L'EPA, nella guida agli air cleaner domestici, ricorda però che la filtrazione non sostituisce due cose: ridurre le sorgenti di inquinamento e ventilare con aria esterna pulita. Non rimuove tutti gli inquinanti.
In particolare non risolve la muffa: l'umidità e l'acqua vanno eliminate alla fonte, altrimenti il problema resta. Su questo punta anche la guida sulla muffa in casa; se l'aria è troppo umida, prima si sceglie un deumidificatore a compressore o a essiccante e si valuta come asciugare i panni in casa, non un purificatore. Non abbassa la CO₂: per quella serve ricambio d'aria. Il Ministero della Salute, riprendendo i consigli dell'ISS, raccomanda proprio di garantire un buon ricambio aprendo le finestre con regolarità, meglio quelle lontane dal traffico.
| Cosa può ridurre un purificatore meccanico ben dimensionato | Cosa non risolve |
|---|---|
| Particelle fini (PM2,5), polvere, polline, fumo di particelle | Umidità e muffa alla fonte: servono asciugatura e deumidificazione |
| Parte degli allergeni veicolati dalle particelle | Anidride carbonica (CO₂) e mancanza di ricambio d'aria |
| Con filtro a carbone attivo adeguato, alcuni gas e odori (senza CADR unificato) | Gas e odori se manca un filtro dedicato; non tutti i gas sono rimossi |
| Ozono: i generatori di ozono non vanno usati in ambienti occupati |
Fonti: EPA, Guide to Air Cleaners in the Home, 2ª ed.; Ministero della Salute / ISS, consigli per gli ambienti chiusi, 18 marzo 2020.

HEPA non è un marchio generico: nella norma europea EN 1822-1 i filtri si suddividono in base all'efficienza sulla particella più penetrante (MPPS). Solo le classi H13 e H14 sono HEPA; E10–E12 sono EPA (Efficient Particulate Air). Accanto esiste la ISO 29463, che non cancella le classi EN 1822-1 ancora usate in etichetta.
| Classe (EN 1822-1) | Gruppo | Efficienza integrale al MPPS | Cosa implica in pratica |
|---|---|---|---|
| E10 | EPA (Efficient Particulate Air) | almeno 85% | filtro efficiente, non ancora HEPA |
| E11 | EPA | almeno 95% | |
| E12 | EPA | almeno 99,5% | |
| H13 | HEPA | almeno 99,95% | HEPA vero e proprio; richiede anche prova di tenuta locale |
| H14 | HEPA | almeno 99,995% | HEPA più stringente |
Fonti: EN 1822-1, tabella delle classi EPA/HEPA/ULPA al MPPS.
La dicitura "tipo HEPA" o "HEPA-like" non corrisponde da sola a una classe H13 o H14: senza la classe e senza una prova riconosciuta, dice poco. Alcuni produttori dichiarano l'efficienza su particelle di 0,3 micrometri o su valori di laboratorio diversi dall'MPPS della EN 1822: vanno letti per quello che sono. Chi vuole approfondire le etichette HEPA trova anche la pagina sui filtri HEPA.
Il CADR (Clean Air Delivery Rate) misura quanta aria pulita l'apparecchio eroga, in metri cubi all'ora o in CFM. Lo standard di riferimento per i purificatori portatili è l'ANSI/AHAM AC-1: ci sono valori distinti per fumo di tabacco, polvere e polline. Più alto è il CADR, più in fretta scendono le particelle in quella stanza, a parità di altre condizioni.
AHAM propone la regola dei due terzi: il CADR (in CFM, sul fumo) dovrebbe essere almeno i due terzi della superficie della stanza in piedi quadrati, con soffitto di circa 2,4 metri (8 piedi). Esempio AHAM: stanza 10×12 piedi (circa 11 m²) → CADR fumo almeno 80 CFM. Per il fumo di incendi, AHAM chiede invece un CADR fumo pari alla superficie in piedi quadrati. Con soffitti più alti serve un apparecchio pensato per una stanza più grande.
L'EPA, nella sua tabella di dimensionamento, arriva a valori allineati a quella regola (per esempio 130 CFM di CADR minimo per 200 piedi quadrati). Il blog AHAM riporta inoltre che l'EPA indica almeno 4,8 ricambi d'aria all'ora (ACH) sulla stanza raccomandata dal produttore. L'ACH si calcola così: CADR in m³/h diviso il volume della stanza in m³.
Si prende una stanza di 20 m² con altezza 2,7 m. Il volume è 20 × 2,7 = 54 m³.
Con un CADR di 333 m³/h (Philips AC2889, scheda) gli ACH sono 333 ÷ 54 ≈ 6,2: sopra i 4,8 spesso citati come riferimento. Con 240 m³/h (Levoit Core 300S) si ottengono circa 4,4 ACH; con 400 m³/h (Xiaomi Smart Air Purifier 4, CADR particelle GB/T) circa 7,4. La regola AHAM dei due terzi, convertita, chiede per 20 m² circa 244 m³/h di CADR fumo: 240 è al limite, 333 e 400 stanno sopra.
| Stanza, altezza 2,7 m | ACH con CADR 240 | ACH con CADR 333 | ACH con CADR 400 |
|---|---|---|---|
| 12 m² (volume 32 m³) | 7,4 | 10,3 | 12,3 |
| 16 m² (volume 43 m³) | 5,6 | 7,7 | 9,3 |
| 20 m² (volume 54 m³) | 4,4 | 6,2 | 7,4 |
| 25 m² (volume 68 m³) | 3,6 | 4,9 | 5,9 |
| 30 m² (volume 81 m³) | 3,0 | 4,1 | 4,9 |
| 40 m² (volume 108 m³) | 2,2 | 3,1 | 3,7 |
Fonti: calcolo della redazione: ACH = CADR ÷ (m² × 2,7); CADR da schede ufficiali Levoit, Philips e Xiaomi consultate il 5 novembre 2026; riferimento 4,8 ACH attribuito all'EPA dal blog AHAM.

La conseguenza pratica: un CADR alto in una stanza piccola accelera la pulizia; lo stesso CADR in una stanza troppo grande lascia pochi ricambi. I numeri in scheda vanno sempre ricalcolati sul proprio volume, non sulla sola scritta "fino a X m²", perché i produttori usano ipotesi diverse (AHAM, GB/T).
Tre schede ufficiali, usate solo per illustrare i numeri, non per una graduatoria:
| Modello (solo per leggere i numeri) | CADR dichiarato | Potenza max dichiarata | Rumore dichiarato | Nota sul filtro |
|---|---|---|---|---|
| Levoit Core 300S | 240 m³/h (141 CFM) | 23 W | 22–50 dB | filtrazione a 3 stadi; stanza 219 ft² a 4,8 ACH |
| Philips AC2889 | 333 m³/h (GB/T) | 50 W | 19 dB in sleep, 55 dB in turbo | HEPA NanoProtect + carbone; HEPA FY2422 fino a 24 mesi, carbone FY2420 fino a 12 |
| Xiaomi Smart Air Purifier 4 | fino a 400 m³/h (GB/T 18801) | non indicata nella scheda consultata | 32,1 dB(A) in Night Mode | filtro ad alta efficienza Xiaomi; durata 6–12 mesi |
Fonti: schede ufficiali Levoit Core 300S, Philips AC2889/40 e Xiaomi Smart Air Purifier 4, consultate il 5 novembre 2026; CADR Xiaomi e Philips secondo GB/T, Levoit anche in CFM AHAM.
Due dettagli contano. Primo: CADR misurato secondo AHAM AC-1 e CADR secondo GB/T cinese non sono lo stesso protocollo; si confrontano con cautela. Secondo: il rumore dichiarato al massimo è spesso alto; di notte si usa la modalità sleep, con CADR più basso. Il filtro va sostituito quando lo indica l'apparecchio o il manuale: un filtro saturo fa passare meno aria e peggiora il risultato, come ricorda anche AHAM sui filtri di ricambio.
L'EPA sconsiglia i generatori di ozono venduti come purificatori negli ambienti occupati: l'ozono irrita i polmoni e, alle concentrazioni ammesse per la salute, rimuove poco degli inquinanti tipici. Anche ionizzatori, precipitatori elettrostatici e alcuni dispositivi a plasma o UV possono produrre ozono. La California Air Resources Board (CARB) certifica i dispositivi che restano entro 0,050 parti per milione (50 ppb) di ozono; EPA e AHAM rimandano a quell'elenco. In casa, meglio un filtro meccanico senza generazione intenzionale di ozono.
Il consumo segue la potenza in watt della scheda. Con la tariffa ARERA del quarto trimestre 2026 per i clienti vulnerabili in maggior tutela, 43,43 centesimi di euro per kWh tasse incluse, un'ora a 50 W (0,05 kWh) costa circa 2,2 centesimi; otto ore al giorno per trenta giorni arrivano a circa 5 euro (calcolo della redazione). A 23 W, nelle stesse ore, si scende a circa 2,4 euro al mese. Sono ordini di grandezza: la tariffa del proprio contratto può differire, e in modalità automatica o sleep la potenza reale è minore.
Fonti: ARERA, comunicato sulla tariffa elettrica di riferimento dal 1° ottobre 2026, 43,43 centesimi/kWh; potenze da schede Philips AC2889 e Levoit Core 300S.
Serve soprattutto se in casa ci sono allergie a polline o polvere, fumo di cottura o di tabacco, polveri fini in zone trafficate, e se d'inverno le finestre restano chiuse a lungo: in quel caso un apparecchio con CADR adeguato al volume e filtro meccanico efficiente riduce le particelle mentre si sta in stanza. Non sostituisce l'apertura delle finestre e non asciuga i muri umidi.
Se il problema principale è la muffa o i panni stesi, si interviene su umidità e ricambio; il purificatore, al massimo, può abbattere alcune particelle secondarie. Se il dubbio è solo "qualche polvere in più", spesso bastano aspirazione regolare e ventilazione. Quando invece si decide di comprarlo, i tre numeri da verificare sulla scheda sono CADR (con lo standard dichiarato), classe di filtro (meglio una H13/H14 EN 1822 se si cerca un HEPA vero) e assenza di generazione intenzionale di ozono.
H13, secondo la EN 1822-1, ha efficienza integrale almeno 99,95% al MPPS e supera anche i limiti di perdita locale. "Tipo HEPA" o "HEPA-like" non corrispondono da soli a quella classe: senza marcatura di classe e senza prova riconosciuta, l'etichetta dice poco.
Si misura il volume: metri quadrati per altezza. Poi ACH = CADR in m³/h diviso il volume. Come riferimento, AHAM riporta l'indicazione EPA di almeno 4,8 ACH sulla stanza raccomandata; la regola AHAM dei due terzi sul CADR fumo in CFM resta un modo rapido per dimensionare.
No. L'EPA spiega che non elimina la causa di muffa e odori di umidità: vanno rimossi acqua e umidità e va pulita la muffa. Il purificatore può al massimo ridurre alcune particelle e, a volte, odori, ma non risolve il problema.
L'EPA non raccomanda i generatori di ozono negli ambienti occupati. Per i dispositivi elettronici, CARB certifica quelli entro 0,050 ppm di ozono. Preferibile un filtro meccanico senza produzione intenzionale di ozono.
No. Ministero della Salute e ISS mettono al primo posto il ricambio d'aria; l'EPA scrive che la filtrazione non sostituisce ventilazione e controllo delle sorgenti. Il purificatore lavora meglio a finestre chiuse sulla stanza in cui si sta, ma il ricambio resta necessario.
In sintesi: un purificatore con CADR adeguato al volume e filtro meccanico efficiente riduce le particelle (PM2,5, polline, polvere, fumo) quando le finestre restano chiuse; non toglie umidità, muffa alla fonte né CO₂ e non sostituisce il ricambio d'aria. Si leggono CADR e standard di prova, classe EN 1822 se si cerca un HEPA vero, e si evitano i generatori di ozono.

Le migliori offerte Amazon, selezionate ogni giorno: unisciti al Radar delle Offerte su Telegram · Gratis, ti disiscrivi quando vuoi
Il tuo indirizzo email non sarà reso pubblico. Tutti i campi sono obbligatori.