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Quanto costa il caffè in ogni tazzina con chicchi e capsule Nespresso, Lavazza A Modo Mio e Dolce Gusto, e dopo quante tazzine la macchina automatica si ripaga.

Sotto l'albero una macchina per l'espresso è un regalo che si usa ogni mattina, e proprio per questo la domanda arriva sempre: meglio una macchina automatica che macina i chicchi o una a capsule? Il costo d'acquisto è solo l'inizio. Il conto vero si accumula una tazzina alla volta, e cambia molto a seconda di quanti caffè si bevono in casa.
Il dubbio tipico è questo: la capsula sembra comoda e poco impegnativa, la macchina automatica sembra un investimento. Qui si vede che cosa cambia tra i due sistemi, quanto costa il solo caffè in ogni tazzina e dopo quanto tempo la differenza si recupera. Chi cerca invece i criteri tecnici per scegliere il modello trova la guida alla scelta della macchina automatica.
La macchina automatica ha un macinacaffè interno: a ogni erogazione macina la quantità di chicchi impostata, la pressa nel gruppo infusore e scarica il fondo in un cassetto. La capsula invece contiene una dose già macinata e sigillata, fissata dal produttore. Il primo sistema lascia scegliere miscela e quantità, il secondo garantisce che ogni tazzina sia uguale alla precedente.
Le quantità dichiarate lo mostrano bene. Il documento INEI sull'Espresso Italiano Certificato indica 7 grammi di caffè macinato come valore di riferimento per la dose di un espresso. Le macchine automatiche lasciano regolare la dose: De'Longhi dichiara per la Magnifica S ECAM21.118.B un gruppo infusore da 6 a 14 grammi, Jura per la E4 da 5 a 16 grammi. Nespresso indica per le capsule Original 5 grammi per l'espresso, 5,6 per il ristretto e 5,8 per il lungo; per le capsule Vertuo da 7 a 12 grammi.
Chi ama provare miscele diverse e regolare la macinatura, magari con un macinacaffè separato per la moka, si trova più libero con i chicchi.
Per confrontare i due sistemi senza farsi ingannare dalle confezioni basta ridurre tutto alla singola tazzina. Per i chicchi si moltiplica il listino al chilo per la dose: con 7 grammi, il valore di riferimento INEI per la dose, un chilo dà circa 142 espressi. Per le capsule il conto è già fatto, perché ogni capsula è un caffè. I listini usati sono quelli pubblicati il 4 novembre 2026 sui negozi online ufficiali di Lavazza, Nespresso e Nescafé Dolce Gusto, senza promozioni.
| Che cosa si mette nella macchina | Listino del negozio ufficiale, verificato il 4 novembre 2026 | Quantità per un espresso | Costo del caffè a tazzina, in centesimi (nostro calcolo) |
|---|---|---|---|
| Chicchi Lavazza Crema e Gusto Forte | 21,59 euro al chilo | 7 g (dose di riferimento INEI) | 15 |
| Chicchi Lavazza Qualità Rossa | 29,99 euro al chilo | 7 g (dose di riferimento INEI) | 21 |
| Capsula Nescafé Dolce Gusto Espresso Roma | confezione da 16 capsule; 30 capsule nel formato maxi | 1 capsula | 31 (28 nel formato da 30) |
| Capsula Lavazza A Modo Mio Qualità Rossa | confezione da 108 capsule | 1 capsula | 34 (da 24 a 59 tra le miscele) |
| Capsula Nespresso Original classica | astuccio da 10 capsule | 1 capsula (5 g per l'espresso) | 47 (da 44 a 57 tra le varietà) |
Prezzi rilevati il 4 novembre 2026.
Fonti: listini dei negozi online ufficiali Lavazza (caffè in grani e capsule A Modo Mio), Nespresso (capsule Original) e Nescafé Dolce Gusto, verificati il 4 novembre 2026; dose di riferimento di 7 g dal documento INEI; costo a tazzina: nostro calcolo, arrotondato al centesimo.
Il confronto più pulito è sulla stessa miscela: Lavazza Qualità Rossa in chicchi costa circa 21 centesimi a tazzina, in capsula A Modo Mio 34. Con Nespresso Original la differenza è più ampia, perché un astuccio da 10 capsule classiche contiene 48 grammi di caffè: al grammo il caffè in capsula costa circa tre volte quello in chicchi. Il conto dei chicchi però dipende dalla dose: ogni grammo in più di Qualità Rossa aggiunge circa 3 centesimi, quindi chi imposta 10 grammi arriva a circa 30 centesimi a tazzina.

Una macchina automatica di solito costa più di una a capsule; il risparmio sul caffè serve a coprire quella differenza. Il calcolo si fa in tre passaggi, e conviene farlo con i propri numeri.
Primo, la differenza a tazzina: Nespresso Original 47 centesimi meno chicchi Qualità Rossa 21 fa 26 centesimi. Secondo, il risparmio al giorno: con due caffè al giorno sono 52 centesimi. Terzo, il tempo per recuperare la differenza di costo tra le due macchine: ogni 100 euro di differenza sono 10.000 centesimi, che divisi per 52 danno circa 192 giorni, poco più di sei mesi. Se la macchina automatica costa 300 euro in più, il tempo si triplica: circa un anno e sette mesi.
La tabella ripete lo stesso conto per ogni sistema, sempre per ogni 100 euro di differenza tra le due macchine.
| Tazzine al giorno | Contro Nespresso Original | Contro A Modo Mio Qualità Rossa | Contro Dolce Gusto Espresso Roma |
|---|---|---|---|
| 1 al giorno | circa 13 | circa 25 | circa 32 |
| 2 al giorno | circa 6 | circa 13 | circa 16 |
| 3 al giorno | circa 4 | circa 8 | circa 11 |
| 4 al giorno | circa 3 | circa 6 | circa 8 |
Fonti: nostro calcolo sui costi a tazzina della tabella precedente, rispetto ai chicchi Qualità Rossa con 7 g; mesi da 30,4 giorni.

La conseguenza è chiara: in una casa dove si beve un solo caffè al giorno e si usano capsule economiche, la macchina automatica impiega anni a ripagarsi. Con tre o quattro tazzine al giorno e capsule Nespresso, la differenza si recupera in pochi mesi. Il conto non include manutenzione ed elettricità, di cui parliamo più avanti, né il costo del latte.
Qui i due sistemi si separano ancora di più. Molte macchine automatiche montano il latte fresco: la Magnifica S ECAM21.118.B ha un montalatte a vapore che De'Longhi chiama Cappuccino System, mentre i modelli con caraffa, come la ECAM370, preparano il cappuccino da soli e la caraffa può tornare in frigorifero dopo l'uso. Con Dolce Gusto il latte arriva invece da una seconda capsula: la confezione Cappuccino contiene 8 capsule di caffè e 8 di latte, cioè 16 capsule per 8 bevande, circa 74 centesimi a tazza secondo il listino ufficiale (nostro calcolo). Con Nespresso Original si usa un montalatte separato o una macchina con funzione latte integrata.
Entrambe le macchine vanno decalcificate. Nespresso consiglia di farlo almeno ogni 6 mesi, ogni 4 se l'acqua è ricca di calcare. Una macchina automatica chiede qualcosa in più: Jura per la E4 prevede un filtro per l'acqua CLARIS Smart+, pastiglie decalcificanti e pastiglie per la pulizia del gruppo; De'Longhi indica per la Magnifica S un gruppo infusore estraibile per la pulizia. Ci sono poi il cassetto dei fondi e la vaschetta raccogligocce da svuotare.
Chi regala la macchina farebbe bene a pensarci: una automatica chiede pulizie regolari, non solo una decalcificazione ogni tanto. Chi non vuole impegni, o chi beve pochi caffè, sta meglio con una capsula. Per un'alternativa con dosi già pronte ma in carta compostabile esistono anche le macchine a cialde.
Le regole europee sull'ecodesign limitano lo spreco. Il Regolamento 801/2013 aveva introdotto per le macchine da caffè il passaggio automatico a un consumo ridotto entro un tempo massimo dall'ultima erogazione. Dal 9 maggio 2025 si applica il Regolamento 2023/826, che ha sostituito quel quadro e fissa per le macchine da caffè domestiche diverse da quelle a filtro il passaggio automatico allo stato di consumo ridotto entro 30 minuti dall'ultima erogazione o dalla decalcificazione, con un consumo in standby non superiore a 0,5 watt. Jura dichiara per la E4 un consumo in standby di 0 watt.
Nel conto la differenza tra i due sistemi è piccola: entrambi scaldano acqua solo per pochi minuti al giorno. Conta di più ricordarsi di non lasciare acceso lo scaldatazze, dove c'è.
Il fondo di una macchina automatica si accumula nel cassetto interno. Le capsule hanno una regola nuova: dal 12 agosto 2026, con il regolamento europeo sugli imballaggi, sono considerate imballaggi e vanno nella raccolta del materiale di cui sono fatte. Nespresso indica che le capsule in alluminio vanno nella raccolta di alluminio e metalli, quelle compostabili in carta nell'organico; quelle in plastica seguono la plastica. Le regole possono cambiare da Comune a Comune, come ricorda per esempio il Comune di Bergamo, quindi conviene verificare quelle locali. Nespresso mantiene anche il programma di raccolta Da Chicco a Chicco dove presente.
Con un caffè al giorno sono più di 360 capsule all'anno: per chi ci tiene, è un argomento a favore dei chicchi.
La scelta dipende da quanti caffè si bevono. Con una o due tazzine al giorno, magari solo espresso, la capsula resta comoda e la macchina automatica impiega a lungo a ripagarsi, soprattutto con capsule più economiche: lo si vede nella sezione delle macchine a capsule. Con tre o più caffè al giorno, cappuccini con latte fresco o più persone in casa, le macchine da caffè automatiche recuperano la differenza in pochi mesi e lasciano scegliere miscela e dose. Il pensiero da fare prima di regalare è uno solo: chi la riceve ha voglia di decalcificare e pulire la macchina con regolarità?
Nespresso dichiara 5 grammi per una capsula Original da espresso, 5,6 per il ristretto e 5,8 per il lungo, mentre le capsule Vertuo vanno da 7 a 12 grammi. Il documento INEI indica 7 grammi come valore di riferimento per la dose; le macchine automatiche permettono di regolare la dose, per esempio da 6 a 14 grammi nella De'Longhi Magnifica S ECAM21.118.B.
Dipende dalla differenza di costo tra le macchine e dalle capsule usate. Secondo il nostro calcolo sui listini ufficiali del 4 novembre 2026, rispetto alle capsule Nespresso Original ogni 100 euro di differenza si recuperano in circa 6 mesi con due caffè al giorno; con Dolce Gusto Espresso Roma ne servono circa 16.
No, dal 12 agosto 2026 le capsule sono imballaggi e vanno nella raccolta del loro materiale: alluminio e metalli per le capsule in alluminio, organico per quelle compostabili, plastica per quelle in plastica. Conviene comunque controllare le regole del proprio Comune.
Nespresso consiglia almeno ogni 6 mesi, ogni 4 con acqua dura. Una macchina automatica come la Jura E4 prevede anche pastiglie per la pulizia e un filtro per l'acqua; nelle De'Longhi il gruppo infusore è estraibile.
In sintesi: il caffè in chicchi costa circa 15-21 centesimi a tazzina con 7 grammi, quello in capsula da circa 28 a 47 secondo il sistema (nostro calcolo sui listini ufficiali del 4 novembre 2026). Con tre o più caffè al giorno o cappuccini con latte fresco la macchina automatica recupera presto la differenza; con uno o due espressi al giorno e poca voglia di manutenzione la capsula resta la scelta più semplice.

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