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L’idropulitrice è uno degli strumenti che, grazie all’avanzamento tecnologico, stanno sempre di più facendosi strada nelle nostre case. Se per praticità, ingombro e consumi questo prodotto era legato in passato all’ambiente lavorativo, al giorno d’oggi si tratta di un utensile molto presente anche in ambito domestico. Questo strumento, così particolare, è ideato per riuscire ad eliminare ogni tipo di sporco grazie alla forza del vapore acqueo.
Sfruttando le caratteristiche del getto di vapore (come la temperatura elevata), è possibile intervenire con decisione su macchie, quali incrostazioni resistenti, vernici, grasso, altrimenti quasi impossibili da trattare. Tralasciando le idropulitrici utilizzate per lavoro e che raggiungono anche i 300 bar di pressione, ci soffermeremo focalizzando le particolarità che possono tornare utili nelle quattro mura di casa.
Portando l’acqua a 100 gradi e trasformandola in vapore, infatti è possibile igienizzare una superficie come è difficilmente realizzabile con altri metodi di pulizia tradizionale. Panni e moci vari infatti, pur essendo valide armi per mantenere una casa pulita, non possono puntare sulla forza dirompente della combinazione vapore/temperatura. Ma i vantaggi di chi utilizza una idropulitrice nella propria casa non finiscono qui. Riducendo drasticamente l’utilizzo di saponi, detergenti e prodotti della pulizia domestica, si può anche godere di un notevole risparmio sotto il punto di vista prettamente economico.

Come è facile intuire, sul mercato esistono diverse tipologie di idropulitrice. Questo tipo di prodotto, solitamente, propone delle specifiche tecniche non così intuitive come capita con altri elettroutensili. I brand che si propongono in questo settore sono svariati e di grande valore, così come i modelli offerti al pubblico sono ricchi di funzionalità e optional molto interessanti. Di seguito riporteremo un po’ tutte le caratteristiche principali di questi strumenti, per delineare quali sono le principali caratteristiche che contraddistinguono una idropulitrice di livello da un prodotto mediocre.
A livello prettamente pratico, va fatto un piccolo cenno a peso e dimensioni. A dispetto di una tecnologia che favorisce prodotti sempre più compatti, l’idropulitrice rimane ancora discretamente ingombrante per sua natura. Prima di procedere con un acquisto dunque, è bene valutare dove e come essa viene usata. Gestire un’ottima idropulitrice in uno spazio angusto infatti, può diventare un lavoro infernale e invalidare totalmente i vantaggi di un prodotto altrimenti ottimo.
Pertanto prestiamo attenzione alle dimensioni, al modello di lancia che monta, maneggevole ed ergonomica, agli attacchi per il tubo, alla lunghezza del tubo stesso. Da considerare anche della possibile esistenza di un avvolgicavo per il filo elettrico e, se possibile, alla reperibilità dei pezzi di ricambio, magari sul web, che tratteremo più avanti nell’articolo. Nulla di particolare, ma sono i pezzi più esposti all’usura.
La portata è il fattore più importante nella fase di scelta di un prodotto di questo tipo. Si tratta di un parametro che definisce la quantità d’acqua che la pompa dell’idropulitrice riesce a erogare. Solitamente essa viene esperta in litri all’ora e si tratta di un’ottima caratteristica se supportata da un wattaggio adeguato. Per un utilizzo di carattere prettamente domestico ed occasionale, una idropulitrice da 350 litri all’ora può risultare già sufficiente. Se invece si utilizza tale elettroutensile più spesso e per lavori anche fuori casa tutto cambia.
La pulizia della macchina, della moto (che sappiamo quanto sia difficile ripulire dal fango dopo scampagnate fuori città) di muri esterni, soprattutto quelli in pietra a vista o piastrelle, di cancellate, di tende da sole, o altri mobili da giardino. Questi vengono spesso ricoperti da quella patina fastidiosa al tatto e visivamente , è consigliato spostarsi verso una portata maggiore, arrivando sui 450-500 litri orari.

Un’altra caratteristica saliente, quando si tratta un dispositivo di questo tipo, è la pressione esercitata dallo stesso. Questa varia generalmente da 110 a 160 bar e va a definire la potenza del getto di vapore. Questo valore, in realtà risulta avere un’incidenza importante per lavori specifici come quando, per esempio, si desidera sterilizzare le mattonelle del bagno. Allo stesso modo, se si ha a che fare con superfici ricoperte di uno sporco particolarmente tenace, il semplice calore può non essere sufficiente a pulire in maniera efficace.
Un’ottima pressione può, dunque intaccare meglio lo sporco, facilitandone l’eliminazione. Un’altra considerazione importante che, in questa stagione di sensibilizzazione contro gli sprechi dell’acqua. Non dobbiamo sottovalutare che l’idropulitrice porta un risparmio, se messa a confronto di un normale getto d’acqua di un tubo da giardino, per la pulizia, ad esempio di un pedonale piastrellato. Questo risparmio è quantificabile in quasi l’80% dell'acqua solitamente usata. Dunque, se per l’ambito prettamente domestico il risparmio c’è ma è contenuto, per chi opera su superfici più ampie o all’esterno l’idropulitrice diventa essenziale.
Questo valore è spesso collegato alla potenza. Questa, definita in watt, va a rappresentare la forza vera e propria del motore che anima l’idropulitrice. Solitamente, i prodotti con un wattaggio maggiore hanno una potenza di pulizia superiore. Nonostante ciò, di pari passo a questo valore, come è comprensibile salgono anche i consumi. Un maggiore wattaggio, e dunque una maggiore potenza, ha un senso solo con l’impiego in determinati contesti, dove l’idropulitrice è sottoposta a uno sforzo notevole e prolungato nel tempo. Come già sottolineato, il wattaggio senza un’adeguata portata è un valore vuoto e privo di senso.

Dalle prolunghe, alle spazzole sino agli erogatori: per quanto riguarda gli optional, parliamo del fattore che forse maggiormente differenzia un modello dall’altro in questo settore. Naturalmente l’utente più attento non dovrebbe dare peso esclusivamente alla quantità ma anche e soprattutto al reale utilizzo che intende fare dell'elettroutensile. Trattandosi di un prodotto che può essere impiegato in diversi contesti, la tipologia di optional offerti da ogni singolo modello sono un fattore piuttosto determinante in fase di scelta.
In generale si spazia dalle lance alle pistole (con eventuale possibilità di regolare la pressione dalle stesse) ai dispositivi come i patio cleaner. Tutto senza dimenticare gli ugelli appositamente ideati per intervenire sulle superfici verticali più ampie (come muri) che solitamente sono più ardui da trattare. Si tratta di un piccolo extra che si addice particolarmente alle idropulitrici potenti che si trovano un po’ limitate al semplice utilizzo domestico.
Da sottolineare poi, sia per quanto riguarda gli optional che per la struttura vera e propria del prodotto, come i materiali di costruzione siano un altro fattore molto importante. Pur trattandosi di un parametro universale per quanto riguarda gli utensili, è sempre bene ricordare la sua notevole importanza.

I prezzi delle idropulitrici possono variare di parecchio da modello a modello. Tenendo presente dei parametri appena citati, i prodotti offerti sui principali store online hanno un prezzo che varia solitamente dai 100 ai 400 euro. Pressione, potenza, qualità dei materiali e tanti altri fattori concorrono a formare un prezzo, anche se a volte può essere anche un fattore legato al brand. Scegliere un marchio determinato e spendere qualcosa in più, non è comunque una scelta assurda.
La serietà dell’assistenza offerta da alcune aziende infatti, è un fattore da tenere in forte considerazione. Nonostante la maggior parte di modelli (tanto più quelle che vi proponiamo dopo un’attenta selezione) siano infatti dispositivi piuttosto solidi, non è mai possibile escludere al 100% ogni qualsivoglia tipo di guasto. Pertanto è buona cosa alloggiare il libretto di istruzioni e lo scontrino di acquisto in un luogo facilmente rintracciabile nel tempo. In questo modo è possibile evitare l’eventuale insorgere di problemi futuri.
l’idropulitrice ad acqua fredda, pur giovando di una pressione e potenza pari agli altri modelli, non può far conto sul fattore temperatura. Ciò comporta una maggior efficacia su macchie tenaci come l’unto, ma di contro garantisce un dispendio energetico minore (visto che il dispositivo non deve scaldare l’acqua). Questo, in alcuni contesti, non solo non consente di ottenere risultati positivi nel trattamento dello sporco, ma potrebbe anche estendere le macchie più infide. Va anche detto però che, in caso di interventi su superfici particolarmente delicate, l’acqua calda può causare danni strutturali. In questo senso è consigliato un trattamento “a freddo”. Questa tipologia di modello è particolarmente diffusa nell’ambito casalingo.
Esistono infatti alcuni modelli che risultano molto simili alle più comuni aspirapolvere, con tanto di rotelle ma esistono anche formati piuttosto insoliti, con idropulitrici a zainetto. La scelta del prodotto, in tal senso, dipende molto dal tipo di lavoro e dal contesto strutturale dell’area in cui si intende intervenire con maggiore frequenza. Le idropulitrici in genere sono apparecchiature abbastanza solide, che non necessitano di assistenza da parte dei tecnici. La priorità in tal senso è quella di mantenere pulito l’apparecchio e sistemarlo. Per fare ciò è neccessario scollegare il dispositivo dalla rete elettrica e arrotolando cavi e i tubi in modo corretto, evitando di schiacciare eventuali parti o componenti o di creare pieghe nei tubi che possono creare deformazioni.
Ogni volta che si deve utilizzare l’idropulitrice è importante controllare che sia presente la corretta quantità di olio, verificando tramite l’apposito display, o direttamente dall’indicatore di livello, a seconda del modello che si possiede. Nel caso in cui il livello dell’olio sia sceso sotto i limiti minimi, è bene effettuare subito un rabbocco prima di avviare l’apparecchiatura e di collegarla alla rete elettrica.
Ci sono però alcuni componenti che, nel corso degli anni, si dimostrano più fragili e dunque da tenere maggiormente sotto controllo. Il consiglio è di controllare la valvola di scarico dell’idropulitrice, parte molto sottoposta al lavoro e che può risentire dell’usura nel tempo. Per sostituire questo pezzo non serve grande dimestichezza e se si è abbastanza pratici nei lavori manuali, non si incontrerà difficoltà nella sostituzione. Potrebbe anche capitare che si rompa il tasto di attivazione del flusso di acqua, o delle manopole per la regolazione della pressione e del getto dell’acqua. In questo caso è meglio il supporto di un tecnico specializzato.
Scegliere la miglior idropulitrice per le proprie esigenze è una scelta abbastanza complessa. Determinare infatti quale prodotto sia, in assoluto, migliore degli altri non è possibile. Questo tipo di elettroutensile è proposto con una serie piuttosto ampia di varianti, sia per quanto riguarda il design, sia per quanto riguarda le altre caratteristiche. Prima ancora di volgere lo sguardo su quanto offerto dal mercato, è dunque necessario avere un’idea piuttosto chiara di quale lavoro si intende svolgere. Si spazia dalle idropulitrici ad acqua fredda, con pressione e potenza contenuta al fine di intervenire in una piccola abitazione, sino ai dispositivi a scoppio indirizzati, magari, nella ristrutturazione di un vecchio edificio.
Esagerare puntando su specifiche tecniche troppo superiori alle reali esigenze può essere uno spreco inutile di denaro, mentre optare su strumenti troppo basici e poco prestanti, può portare a lavori eseguiti male o a danni stessi dell’idropulitrice (sottoposta a uno sforzo per la quale non è stata progettata). Per comprendere meglio potenzialità e limiti dei singoli prodotti, è però necessario analizzarli singolarmente con le nostre recensioni specifiche.
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