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Cos’è una levigatrice orbitale e in quali casi può essere utile?
Questo dispositivo consente di carteggiare una superficie e, grazie alla sua particolare conformazione, di effettuare lavori di fino. Di fatto, tale tipologia di levigatrice, si rivela essenziale per lavorare materiali come legno e pietra.
A seconda del tipo di foglio abrasivo utilizzato però, questi prodotti possono risultare particolarmente efficaci anche con ferro, gomma e persino sul vetro. Proprio la sua duttilità, abbinata a una relativa semplicità d’uso, hanno reso questo strumento particolarmente diffuso tra gli appassionati di fai da te.
In questa guida cercheremo di fornire nozioni utili riguardo le levigatrici orbitali per comprendere meglio di quale attrezzo stiamo parlando e soprattutto come scegliere un modello per le proprie esigenze.

Se dal punto di vista prettamente visivo questi strumenti sembrano tutti pressoché identici, in realtà esistono diverse specifiche tecniche da considerare. A seconda di budget e necessità dunque, è possibile individuare sul mercato un modello specificatamente adatto per un determinato contesto.
Va considerata, per esempio, la forma e la superficie di levigatura. La forma può risultare utile a seconda della circostanza e, seppur siano maggiormente diffuse soluzioni rotonde, esistono sul mercato anche levigatrici orbitali rettangolari o triangolari. L’ampiezza poi, può permettere di effettuare lavori su superfici più ampie o concentrarsi maggiormente su finiture.
La tipologia di alimentazione può variare dal classico cavo alle batterie. Nel primo caso, si parla di uno strumento che può funzionare anche per lunghi periodi senza alcun tipo di problema, pur pagando a livello di libertà d’azione. Dover lavorare con un cavo in mezzo ai piedi non è piacevole e può potenzialmente risultare anche pericoloso.
Le levigatrici orbitali a batteria invece, si liberano totalmente da qualunque tipo di cavo. Ovviamente, il rovescio della medaglia è caratterizzato da un’autonomia che risulta più o meno limitata.
Nonostante questi prodotti si siano allineati alle nuove tecnologie, con batterie al litio, la loro durata non è infinita. Va poi anche calcolato che queste, comunque, andranno ad avere prestazioni sempre più limitate con il passare del tempo.
Se queste caratteristiche possono essere più o meno vantaggiose a seconda del contesto, esistono alcuni parametri che definiscono oggettivamente la qualità di eccellenza o in misura minore di un prodotto. Andiamo dunque a vedere quali sono.
La potenza di una levigatrice orbitale è legata al suo motore. Generalmente, come unità di misura in tal senso, si prende in considerazione il Watt. Uno strumento per un utilizzo amatoriale può solitamente avere dai 200 ai 300 Watt.
Se la mole di lavoro è considerevole o se si intende operare a livello professionale o quasi, è però necessario salire con il wattaggio. In tal senso, alcune levigatrici orbitali possono raggiungere o superare i 450 Watt.
La potenza di uno strumento, abbinato ai dischi abrasivi e alla qualità degli stessi, consente anche di intervenire su un alto assortimento di superfici. Per trattare il metallo, per esempio, solitamente sono necessarie levigatrici decisamente più potenti rispetto al legno.
In questo contesto entrano in ballo anche i giri al minuto. Come è facile intuire, questo strumento agisce sui materiali effettuando delle piccole orbite. Più queste sono frequenti, più l’effetto levigante è rapido ed efficace.
A grandi linee, un dispositivo di questo tipo può offrire un numero variabile di giri al minuto che spazia dai 4.000 ai 24.000. Non solo: le levigatrici orbitali professionali, permettono di gestire la velocità, regolando la stessa attraverso una manopola o qualcosa di molto simile.

Anche in questo contesto, così come per tanti altri strumenti, il design e i materiali assumono un valore fondamentale. Ciò non tanto per una questione estetica, quando più per il benessere dell’utente.
Questi strumenti infatti, tendono ad emettere vibrazioni. Queste, se eccessive possono causare a muscoli e persino alle ossa degli arti superiori. I migliori produttori del settore dunque, si prodigano per offrire ai consumatori prodotti realizzati con materiali che tendono a ridurre, per quanto possibile, le stesse.
L’impugnatura dovrebbe permettere una presa sicura e al contempo comoda mentre, più genericamente, l’ergonomia risulta qualcosa in più di un semplice optional. Questi dispositivi infatti, soprattutto in ambito professionale, sono utilizzati per lunghi periodi. Il comfort dell’utente dunque, è essenziale per evitare incidenti o comunque affaticamento.
I materiali con cui è realizzata la struttura poi, hanno decisamente un peso specifico notevole nella scelta di un prodotto rispetto alla concorrenza. I modelli migliori permettono di evitare surriscaldamenti e soprattutto rendono la levigatrice molto più longeva.
Altra peculiarità da considerare è la gestione dei dischi leviganti che deve essere la meno complicata possibile. In tal senso, è bene prediligere le levigatrici con un sistema di ricambio particolarmente agevole.
Se è vero che questo tipo di prodotto presenta un funzionamento semplice, non è detto che i singoli modelli possano adottare soluzioni avanzate. Queste funzioni, seppur spesso elementari, possono rendere la levigatura ancora più agevole.
Sotto questo punto di vista, oltre a un regolatore dei giri al minuto di cui abbiamo parlato poco fa, possiamo citare altre convenienti soluzioni. Per esempio, diversi modelli presentano dei sistemi di raccolta polvere/trucioli. In questo modo è possibile utilizzare la levigatrice limitando al massimo lo sporco nell’area circostante.
Infine, una levigatrice orbitale che si rispetti, deve offrire anche una certa dotazione di accessori. Generalmente, questi strumenti propongono al momento dell’acquisto diversi dischi di carta vetrata dalla diversa grana.
Risulta di vitale importanza calcolare anche come sostituire questi dischi una volta terminati. Trattandosi di prodotti consumabili infatti, è bene cercare di capire dove sono reperibili eventuali ricambi.
Non va dimenticato quello che è l’accessorio onnipresente in questa tipologia di prodotti, ovvero il sistema aspirante. Questo può essere costituito da sacchetti o “scatole” vere e proprie e, talvolta, è accompagnato da una presa che permette di incrementare la potenza attraverso aspiratori esterni.
Con sistemi di questi tipo infatti, è possibile limitare notevolmente la polvere e i residui della lavorazione che, inevitabilmente, si vanno a formare con l’utilizzo di una levigatrice (a prescindere dal materiale trattato).
Non mancano poi prodotti particolari che offrono anche altri extra in dotazione, come spugnette, sacchetti raccogli polvere ed eventuali caricabatterie per le levigatrici orbitali wireless.
Quanto può costare uno strumento di questo tipo? Come è facile comprendere, vi è grande differenza tra i prodotti low cost e dispositivi destinati ad un utilizzo professionale o semi-professionale.
Per un uso domestico e occasionale, è possibile individuare levigatrici intorno alla quarantina di euro. In caso di strumento potente, realizzato in materiali apprezzabili e con una dotazione convincente, l’esborso può facilmente essere anche tre volte tanto.
Un brand affermato per quanto concerne questo settore, può avere un costo aggiuntivo. In tal senso però, i servizi di contorno (come garanzia e assistenza) risultano molto più soddisfacenti.
La levigatrice orbitale è uno strumento formidabile per trattare le superfici più fini. Attraverso le diverse grane dei dischi infatti, è consigliabile agire con diversi passaggi. Dapprima in maniera più grossolana, per poi rifinire la superficie con la smerigliatura.
Gestendo la forza impressa sullo strumento e la velocità di rotazione, è possibile dunque intervenire efficacemente per gestire il livello di compattezza delle superficie, rendendola uniforme al tatto.
Chiaramente poi, ogni materiale trattato richiede particolari cure per ottenere risultati migliori. Se il movimento oscillatorio va a tutelare l’uniformità del lavoro, alcune superfici necessitano per forza maggiori attenzioni.
Il legno per esempio, presenta per sua stessa natura delle imperfezioni. Venature e, o nodi, sono quasi sempre presenti in un oggetto da trattare di questo tipo. Con una levigatrice di questo tipo e una buona dose di manualità ed esperienza, è possibile agire anche sul legno fresco per ottenere effetti opachi e lucidi. I risultati, nell’ambito della carpenteria e della falegnameria, possono dunque essere davvero notevoli.
Sebbene si tratti di due strumenti molto simili, è bene capire quale sia la reale differenza tra levigatrici orbitali e levigatrici rotorbitali.
Nel secondo caso infatti, si parla di un dispositivo che presenta sostanziali differenze e risultati rispetto al primo. Per esempio, la parte che va a contatto con le superfici può avere forme diverse. Questa soluzione dunque, si adatta a particolari lavorazioni, utili per esempio durante la realizzazione dei mobili. Inoltre, una rotorbitale, permette di ruotare la superficie abrasiva.
In tal senso dunque, l’utente può intervenire non solo su superfici piane, ma anche su quelle che presentano curve, altrimenti pressoché impossibili da trattare efficacemente.
Generalmente, la rotorbitale è uno strumento più adatto a lavori particolari e non a semplici superfici piane, in ambito professionale o comunque di alto livello. Per chi ha necessità contenute dunque, può trovarsi maggiormente a proprio agio con una levigatrice orbitale più classica.
Le levigatrici orbitali sono uno strumento molto utile e apparentemente semplice. In questo articolo speriamo di aver fatto chiarezza su come funzionano e come scegliere questi prodotti.
In caso di domande o dubbi, non esitate a commentare questa guida per avere ulteriori indicazioni.
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